Cosa significa essere un rider? Una performance che unisce arte e attivismo prova a spiegarlo
di Samuele MaccoliniGlovo ha annunciato l’introduzione di bonus economici legati al caldo per i rider che, nei prossimi mesi, consegneranno cibo sfidando temperature estreme. «Per una temperatura compresa fra i 32 °C e i 36 °C riceverai un bonus del 2%, fra i 36 °C e i 40 °C un bonus del 4%, oltre i 40 °C un bonus dell’8%», si legge nel messaggio diffuso dalla piattaforma.
Nei fatti, parliamo di pochi centesimi a consegna. Una misura che ha sollevato critiche da parte della CGIL e di esponenti politici: «Nessun compenso può giustificare il lavoro in condizioni di rischio estremo», ha dichiarato il sindacato, aggiungendo che «la salute viene prima dei bonus» e che l’iniziativa rischia di «trasformare un pericolo per la salute in un incentivo economico».
Glovo ha replicato spiegando che il bonus «nasce come misura compensativa e non rappresenta in alcun modo un incentivo alla prestazione».
Con VD in passato abbiamo spesso raccontato le lotte dei rider. Stavolta, per qualche ora abbiamo provato a metterci nei loro panni, per capire cosa significa andare in giro per la città su due ruote, senza sosta, sotto il sole o con la pioggia, a condizioni decisamente inadeguate. Si tratta di RIDERS!, una performance del Centro d’arte partecipata Milano Mediterranea, che unisce arte e attivismo e che attraverso la bici, la carrozzina, un handbike o un monopattino, ha proposto di attraversare la città seguendo le rotte reali dei rider, ascoltando le loro storie tramite smartphone e cuffie.
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Nei fatti, parliamo di pochi centesimi a consegna. Una misura che ha sollevato critiche da parte della CGIL e di esponenti politici: «Nessun compenso può giustificare il lavoro in condizioni di rischio estremo», ha dichiarato il sindacato, aggiungendo che «la salute viene prima dei bonus» e che l’iniziativa rischia di «trasformare un pericolo per la salute in un incentivo economico».
Glovo ha replicato spiegando che il bonus «nasce come misura compensativa e non rappresenta in alcun modo un incentivo alla prestazione».
Con VD in passato abbiamo spesso raccontato le lotte dei rider. Stavolta, per qualche ora abbiamo provato a metterci nei loro panni, per capire cosa significa andare in giro per la città su due ruote, senza sosta, sotto il sole o con la pioggia, a condizioni decisamente inadeguate. Si tratta di RIDERS!, una performance del Centro d’arte partecipata Milano Mediterranea, che unisce arte e attivismo e che attraverso la bici, la carrozzina, un handbike o un monopattino, ha proposto di attraversare la città seguendo le rotte reali dei rider, ascoltando le loro storie tramite smartphone e cuffie.