Il Comune di Aosta ha deciso di introdurre per i propri appalti un salario minimo orario di 9 euro, un passo avanti rispetto alla situazione nazionale dove non è ancora stata approvata una norma simile a livello statale.

La decisione, assunta con voto favorevole dalla maggioranza in Consiglio comunale insieme ai gruppi autonomisti e al Partito Democratico, nasce da una mozione proposta dall’Alleanza Verdi e Sinistra. L’intento è evitare che, negli appalti pubblici e nei servizi esternalizzati (come mense scolastiche o pulizie), vengano utilizzati contratti con retribuzioni inferiori alla soglia ritenuta dignitosa.

Secondo i promotori del provvedimento, l’obiettivo è garantire condizioni economiche minime più eque per i lavoratori impiegati nei servizi legati all’amministrazione comunale. Per favorire l’applicazione di questa soglia, la mozione prevede anche l’introduzione di criteri premiali nei bandi di gara per le aziende che assicurano almeno 9 euro l’ora e un dialogo continuo con le organizzazioni sindacali per monitorare contratti e condizioni di lavoro.

La vicesindaca Valeria Fadda ha sottolineato che si tratta di un intervento coerente con il compito dell’amministrazione di tutelare un lavoro dignitoso e di usare gli strumenti a propria disposizione per innalzare gli standard di retribuzione negli appalti pubblici.

Nel dibattito in aula l’opposizione di centrodestra si è astenuta, con alcune perplessità sollevate sulla possibile ricaduta amministrativa dell’iniziativa e sulla necessità di approfondimenti.