Dalla trasformazione automatica di frasi comuni in annunci motivazionali in perfetto stile social professionale, fino all’analisi critica dei contenuti più enfatici sull’intelligenza artificiale: il linguaggio di LinkedIn è sempre più al centro di esperimenti ironici che stanno guadagnando popolarità online.

Negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione “LinkedIn Speak”, strumento sviluppato dalla società statunitense Kagi, che consente di convertire testi semplici in elaborati messaggi dal tono motivazionale. Il meccanismo riproduce fedelmente le caratteristiche più riconoscibili della comunicazione sulla piattaforma: frasi brevi, enfasi sulla crescita personale, linguaggio assertivo e uso sistematico di hashtag ed emoji.

Il successo del traduttore, condiviso ampiamente anche su X, ha contribuito a riportare l’attenzione su uno stile comunicativo ormai codificato e facilmente riconoscibile, spesso oggetto di ironia da parte degli stessi utenti.

In questo contesto si inserisce un’iniziativa parallela: “LinkedIA”, uno strumento creato dal flilosofo e fondatore di tlon.it Andrea Colamedici che analizza e genera post dedicati all’intelligenza artificiale, con un approccio dichiaratamente satirico. Il progetto prende spunto proprio dalla diffusione di contenuti percepiti come ridondanti o poco sostanziali, spesso costruiti utilizzando strumenti di IA generativa.

Il funzionamento ricalca, in parte, quello dei traduttori automatici: l’utente può incollare un testo e ottenere un’analisi dettagliata dei passaggi ritenuti problematici, accompagnata da una classificazione delle strategie retoriche impiegate e da un punteggio complessivo. In alternativa, il sistema è in grado di generare autonomamente post “credibili”, costruiti secondo modelli ricorrenti.

L’elemento comune tra le due iniziative è la messa in evidenza - attraverso la parodia - di schemi linguistici sempre più standardizzati. Da un lato, strumenti come quello di Kagi amplificano i tratti tipici della comunicazione su LinkedIn; dall’altro, progetti come LinkedIA cercano di smontarli, evidenziando la distanza tra forma e contenuto.

Secondo LinkedIA, una volta rimosso lo strato retorico, molti messaggi risultano privi di reale sostanza. Non tanto per errori o debolezze argomentative, quanto per l’assenza stessa di un contenuto significativo, sostituito da formule e costruzioni linguistiche ricorrenti.