Lo stage non retribuito è "gavetta"?
di Luca FontòGli stage sono «un'opportunità» per le aziende – che così si assicurano lavoro a basso costo, se non a costo zero – o per i giovani laureati o laureandi che si inseriscono (anche curricularmente) nel mercato del lavoro? Lo abbiamo chiesto a un eterogeneo gruppo di persone di tutte le età – che di stage non ne ha fatti, che li ha fatti fare o che, anche per scelta, ne ha fatto più d'uno.
La normativa sui tirocini, in Italia e in Europa, si sta modificando proprio per rafforzare le tutele degli stagisti e limitare gli abusi: oltre alle garanzie assicurative e previdenziali, i tirocini dovranno sempre essere retribuiti – anche quelli curriculari, che spesso sono stati gratuiti – con un contratto scritto che definisca chiaramente soldi, compiti e obiettivi formativi.
Poi però c'è la faccenda dello smart working: davvero qualcuno o qualcuna rinuncerebbe a parte del suo stipendio per svolgere normalmente il suo lavoro – ma a casa, da remoto, uno o due o tre giorni alla settimana?
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La normativa sui tirocini, in Italia e in Europa, si sta modificando proprio per rafforzare le tutele degli stagisti e limitare gli abusi: oltre alle garanzie assicurative e previdenziali, i tirocini dovranno sempre essere retribuiti – anche quelli curriculari, che spesso sono stati gratuiti – con un contratto scritto che definisca chiaramente soldi, compiti e obiettivi formativi.
Poi però c'è la faccenda dello smart working: davvero qualcuno o qualcuna rinuncerebbe a parte del suo stipendio per svolgere normalmente il suo lavoro – ma a casa, da remoto, uno o due o tre giorni alla settimana?