"Preti contro il genocidio": intervista a padre Massimo Nevola
di Giunio PanarelliMartedì 22 settembre centinaia di sacerdoti, provenienti da 8 Paesi e da diverse regioni d'Italia, della rete «Preti contro il Genocidio» si sono riuniti a Roma per lanciare un messaggio chiaro: il genocidio israeliano ai danni dei palestinesi deve terminare.
I sacerdoti hanno marciato per le strade di Roma portando un sudario con i nomi di 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi dopo la dichiarazione dei due “cessate il fuoco”.
«Il nostro è un appello alla coscienza di tutti. Anche a quella di chi le armi le produce. Per questo da uomini disarmati abbiamo deciso di presentarci davanti alla sede di Leonardo», ci ha spiegato Padre Massimo Nevola, promotore del Movimento Preti contro il Genocidio e Assistente Nazionale della Comunità di Vita Cristiana.
Il suo è un messaggio di pace: non importa più capire chi ha iniziato prima, ma occorre fermarsi prima che la violenza continui a chiamare altra violenza.
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I sacerdoti hanno marciato per le strade di Roma portando un sudario con i nomi di 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi dopo la dichiarazione dei due “cessate il fuoco”.
«Il nostro è un appello alla coscienza di tutti. Anche a quella di chi le armi le produce. Per questo da uomini disarmati abbiamo deciso di presentarci davanti alla sede di Leonardo», ci ha spiegato Padre Massimo Nevola, promotore del Movimento Preti contro il Genocidio e Assistente Nazionale della Comunità di Vita Cristiana.
Il suo è un messaggio di pace: non importa più capire chi ha iniziato prima, ma occorre fermarsi prima che la violenza continui a chiamare altra violenza.