Il Premio Nobel per la Pace 2026 va alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay «per il suo incrollabile impegno nella difesa dei diritti umani e nella denuncia dei crimini di guerra». Lo ha annunciato questa mattina a Oslo il Comitato norvegese per il Nobel. 

Pillay, 85 anni, ex Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e figura di primo piano nella lotta contro l’apartheid, negli ultimi anni ha presieduto la Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Sotto la sua guida, l'organismo ha documentato e denunciato sistematicamente le violazioni commesse nella Striscia, definendo le azioni condotte dall'esercito israeliano e l'assedio della popolazione civile come una chiara strategia volta alla distruzione, totale o parziale, del popolo palestinese.

«La gravità delle violazioni riscontrate a Gaza, dal blocco degli aiuti umanitari all'uso della fame come arma di guerra, fino al bombardamento sistematico delle strutture sanitarie, risponde ai criteri giuridici stabiliti dalla Convenzione sul Genocidio», ha ricordato la giurista, che negli anni '90 presiedette il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda firmando le prime storiche sentenze per il crimine di genocidio.

L'assegnazione del riconoscimento a Pillay assume il valore di una precisa presa di posizione istituzionale verso la crisi umanitaria palestinese, in una fase in cui gli organismi internazionali cercano di imporre il rispetto del diritto umanitario globale. Il Comitato di Oslo ha sottolineato l'urgenza di riaffermare la centralità delle leggi internazionali per fermare l'impunità e garantire protezione ai civili. Le reazioni della diplomazia globale non si sono fatte attendere, divise tra il plauso delle organizzazioni per i diritti umani e le critiche delle autorità israeliane, che hanno respinto le motivazioni dell'assegnazione. La cerimonia ufficiale di consegna del premio si terrà, come di consueto, il prossimo 10 dicembre a Oslo.