Israele ha bloccato anche la nuova Flotilla
Le imbarcazioni della nuova Freedom Flotilla dirette verso Gaza sono state intercettate questa notte dalla marina israeliana in acque internazionali, a circa 100 miglia dalla costa della Striscia. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, la Conscience è stata raggiunta da un elicottero israeliano da cui è scesa una squadra di incursori che ha preso il controllo dell’imbarcazione. La nave trasportava medicinali e personale medico destinati agli ospedali della Striscia, dove i sanitari locali lavorano in condizioni estreme da oltre due anni.
«Indignatevi», i cartelli degli attivisti prima dell'abbordaggio della nuova Flotilla
Tra i circa 150 attivisti a bordo delle nove imbarcazioni figurano anche diversi cittadini italiani, insieme a delegazioni provenienti da oltre venti Paesi. Gli organizzatori affermano che la flottiglia “stava navigando nel pieno rispetto del diritto internazionale, al di fuori della giurisdizione israeliana”, e chiedono al governo italiano “di condannare questo crimine e di esigere il rilascio immediato di tutti i volontari sequestrati, oltre alla fine del blocco illegale e del genocidio in corso a Gaza”. Poco prima del contatto con le forze israeliane, l’equipaggio della Sunbird – una delle imbarcazioni a vela della rete ThousandMadleens che scortava la Conscience – ha fatto vedere in diretta alcuni cartelli: “La Palestina sarà libera”, “Occhi aperti su Gaza”, “Indignatevi”.Intanto, a Sharm el-Sheikh, proseguono i colloqui per il cessate il fuoco tra Hamas, Israele e i mediatori egiziani e qatarioti.
In una dichiarazione, Hamas ha assicurato che la sua delegazione sta mostrando “la positività e la responsabilità necessarie a raggiungere i progressi indispensabili per completare l’accordo”. I mediatori, egiziani e qatarioti, “stanno facendo grandi sforzi per rimuovere qualsiasi ostacolo all’attuazione del cessate il fuoco, e uno spirito di ottimismo prevale tra tutti”, ha detto Taher al-Nounou, uno dei leader del movimento islamista palestinese che partecipa ai colloqui.Secondo l’agenzia Efe, Hamas – nel corso del secondo giorno di colloqui – avrebbe “accettato di consegnare le sue armi a un comitato egiziano-palestinese”, rifiutando però “di affidare la gestione della Striscia di Gaza a un comitato di transizione internazionale”. Il movimento avrebbe inoltre proposto di negoziare la gestione della Striscia con l’Autorità Nazionale Palestinese, rifiutando l’ipotesi di Tony Blair nel governo di Gaza.