«Nella notte la Questura di Genova ha inviato due poliziotti nell’albergo dove alloggia Thiago Ávila, attivista brasiliano tra gli organizzatori della Global Sumud Flotilla». La denuncia - accompagnata da un breve video - arriva dal profilo Instagram di Lorenzo D’Agostino, giornalista che ha seguito per il Manifesto la più grande spedizione umanitaria mai organizzata per rompere il blocco israeliano sulla Striscia di Gaza, imbarcato su una delle navi.

D’Agostino si trova a Genova insieme ad Ávila, Francesca Albanese e ad altri attivisti della flottiglia (tra cui Greta Thunberg) per partecipare ai cortei legati allo sciopero generale nazionale “Contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni”, una mobilitazione che si intreccia con le proteste a sostegno della Palestina. La scelta di ritrovarsi proprio nel capoluogo ligure non è casuale: durante i giorni più intensi della spedizione umanitaria, i portuali genovesi si erano distinti per una mobilitazione senza precedenti. Tra loro anche José Nivoi, leader del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, che ha preso parte alla missione salendo a bordo di una delle navi.

«Due poliziotti hanno iniziato a fare domande ad Ávila e a rovistare nei cassetti», racconta D’Agostino, secondo il quale «in Italia impegnarsi per la Palestina significa diventare automaticamente un sospetto». La denuncia arriva in un clima già reso teso da altri episodi. Solo pochi giorni fa, l’imam di Torino Mohamed Shahin è stato raggiunto da un provvedimento di espulsione per alcune frasi pronunciate durante una manifestazione per Gaza. Shahin, in Italia dal 2004, sposato, padre di due bambini e attivo in un’associazione culturale islamica, è accusato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di avere «un ruolo di rilievo in ambienti dell’Islam radicale». Un’accusa, tuttavia, non accompagnata da procedimenti giudiziari: in procura a Torino non risulta alcuna indagine per istigazione, terrorismo o proselitismo. Si tratta dunque di un atto amministrativo. L’imam è attualmente trattenuto nel Cpr di Caltanissetta, mentre in città si è sollevato un fronte trasversale di protesta: rappresentanti civici e religiosi, partiti e semplici cittadini hanno organizzato presìdi chiedendo la revoca del provvedimento e appellandosi anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il clima per gli attivisti è teso anche sul fronte internazionale. Il governo svizzero ha infatti chiesto ai partecipanti elvetici della Global Sumud Flotilla di rimborsare le spese consolari e diplomatiche sostenute durante il periodo di detenzione in Israele. Gli attivisti hanno ricevuto una lettera dal Dipartimento federale degli Esteri che chiede la copertura delle spese di emergenza e dei costi legati alla protezione consolare. La notizia è stata riportata dalla Radiotelevisione svizzera.