Lavoratori BRT licenziati per aver scioperato
di Melissa AgliettiUndici lavoratori del magazzino di BRT a Pisa sono stati licenziati per aver scioperato lo scorso novembre.
I magazzinieri - lasciati a casa con un messaggio Whatsapp il 31 dicembre - erano tutti assunti tramite un’azienda appaltante, AFS, come interinali, e quindi non erano assunti direttamente dall’azienda. Delegare ad altre ditte la somministrazione di personale è una pratica però tanto diffusa quanto problematica, che solleva in molti casi chi appalta da responsabilità legate ad esempio a salute e sicurezza.
Nel 2024, proprio BRT era stata condannata per frode fiscale e sfruttamento del lavoro attraverso contratti fittizi di appalto.
A novembre, i lavoratori hanno scioperato perché nel magazzino pisano mancavano le condizioni per poter lavorare in sicurezza, dato che pioveva al suo interno, con rischio di cortocircuiti, e per chiedere la stabilizzazione dei contratti. Questi, infatti, venivano rinnovati di mese in mese, nonostante i magazzinieri svolgessero un lavoro di tipo ordinario.
Come spiega il sindacato Multisindacato Sociale, «l’azienda non ha un problema di mancanza di fatturato, bensì di schiavi». Chi ha scioperato è stato infatti sostituito subito con altri lavoratori, sempre assunti come interinali. Si tratta di un meccanismo che non riguarda solo il magazzino pisano ma che è esteso quasi ovunque nel settore della logistica.
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I magazzinieri - lasciati a casa con un messaggio Whatsapp il 31 dicembre - erano tutti assunti tramite un’azienda appaltante, AFS, come interinali, e quindi non erano assunti direttamente dall’azienda. Delegare ad altre ditte la somministrazione di personale è una pratica però tanto diffusa quanto problematica, che solleva in molti casi chi appalta da responsabilità legate ad esempio a salute e sicurezza.
Nel 2024, proprio BRT era stata condannata per frode fiscale e sfruttamento del lavoro attraverso contratti fittizi di appalto.
A novembre, i lavoratori hanno scioperato perché nel magazzino pisano mancavano le condizioni per poter lavorare in sicurezza, dato che pioveva al suo interno, con rischio di cortocircuiti, e per chiedere la stabilizzazione dei contratti. Questi, infatti, venivano rinnovati di mese in mese, nonostante i magazzinieri svolgessero un lavoro di tipo ordinario.
Come spiega il sindacato Multisindacato Sociale, «l’azienda non ha un problema di mancanza di fatturato, bensì di schiavi». Chi ha scioperato è stato infatti sostituito subito con altri lavoratori, sempre assunti come interinali. Si tratta di un meccanismo che non riguarda solo il magazzino pisano ma che è esteso quasi ovunque nel settore della logistica.