Genova, i lavoratori dell'ex Ilva in sciopero per il diritto al lavoro
I lavoratori dell’ex Ilva chiedono risposte sul futuro dello stabilimento genovese, al momento commissariato. I manifestanti, da giorni in sciopero, si sono avvicinati ieri alla Prefettura, blindata dalle forze dell'ordine.
Dopo un lancio di uova, sono arrivati i lacrimogeni, e un lavoratore è stato ferito. Gli operai hanno anche occupato la stazione di Brignole e nel pomeriggio è stato ripreso il blocco stradale in piazza Savio, dove i manifestanti hanno deciso di passare nuovamente la notte. I sindacati chiedono a Giorgia Meloni di prendere tra le mani il dossier legato al rischio di chiusura della fabbrica. Ma la presidente del Consiglio tace.
All'assemblea dei lavoratori, tenutasi questa mattina, Armando Palombo della Fiom Cgil ha detto: «Siamo moderatamente ottimisti che si giunga a una soluzione per questi tre mesi, trovando le tonnellate di acciaio da lavorare a Genova». La mobilitazione è destinata intanto a proseguire: «Siamo stanchi, ma abbiamo dato una bella prova di noi, di come siamo attaccati al lavoro, alla produzione e ovviamente al salario che ci permette di mantenere le nostre famiglie».
Continuano quindi il presidio in via Cornigliano e lo sciopero. Intanto a Roma ci sarà l’incontro sul futuro dell'acciaieria genovese con il presidente di Regione Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis e il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso.
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Dopo un lancio di uova, sono arrivati i lacrimogeni, e un lavoratore è stato ferito. Gli operai hanno anche occupato la stazione di Brignole e nel pomeriggio è stato ripreso il blocco stradale in piazza Savio, dove i manifestanti hanno deciso di passare nuovamente la notte. I sindacati chiedono a Giorgia Meloni di prendere tra le mani il dossier legato al rischio di chiusura della fabbrica. Ma la presidente del Consiglio tace.
All'assemblea dei lavoratori, tenutasi questa mattina, Armando Palombo della Fiom Cgil ha detto: «Siamo moderatamente ottimisti che si giunga a una soluzione per questi tre mesi, trovando le tonnellate di acciaio da lavorare a Genova». La mobilitazione è destinata intanto a proseguire: «Siamo stanchi, ma abbiamo dato una bella prova di noi, di come siamo attaccati al lavoro, alla produzione e ovviamente al salario che ci permette di mantenere le nostre famiglie».
Continuano quindi il presidio in via Cornigliano e lo sciopero. Intanto a Roma ci sarà l’incontro sul futuro dell'acciaieria genovese con il presidente di Regione Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis e il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso.