«Scegliere di restare in Sicilia è un atto di resistenza»
di Salvo Catalano«Cu nesci arrinesci» – chi parte ce la fa – è un detto siciliano antico. Ma c’è chi ha scelto di sovvertirlo.
Sulle Madonie, montagne aspre nel cuore del Palermitano, un gruppo di giovani ha deciso di restare. Lo fanno uniti sotto un nome: Nun si parti (@nunsiparti). Non per ostinazione, ma per consapevolezza: restare oggi è una scelta politica, che richiede impegno e resistenza.
Restare significa esserci: difendere l’ospedale di Petralia Sottana, presidio sanitario essenziale per l’intero comprensorio. Stare accanto agli agricoltori, colpiti dalla siccità e da un mercato che penalizza le produzioni locali. E valorizzare la lingua siciliana, perché – come dicono – «non si resta senza sapere chi si è».
Abbiamo incontrato Tiziana, Tommaso, Daniele, Santa. C’è chi ha trasformato i campi di famiglia in una coltivazione di zafferano, chi ha fondato un maltificio per servire i birrifici artigianali siciliani, chi organizza festival e fa divulgazione culturale all’università di Palermo.
Sono ragazze e ragazzi che non aspettano che qualcosa cambi: il cambiamento lo fanno loro, ogni giorno, nei luoghi da cui tutti pensano che si debba solo fuggire.
Il video integrale è qui.
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Sulle Madonie, montagne aspre nel cuore del Palermitano, un gruppo di giovani ha deciso di restare. Lo fanno uniti sotto un nome: Nun si parti (@nunsiparti). Non per ostinazione, ma per consapevolezza: restare oggi è una scelta politica, che richiede impegno e resistenza.
Restare significa esserci: difendere l’ospedale di Petralia Sottana, presidio sanitario essenziale per l’intero comprensorio. Stare accanto agli agricoltori, colpiti dalla siccità e da un mercato che penalizza le produzioni locali. E valorizzare la lingua siciliana, perché – come dicono – «non si resta senza sapere chi si è».
Abbiamo incontrato Tiziana, Tommaso, Daniele, Santa. C’è chi ha trasformato i campi di famiglia in una coltivazione di zafferano, chi ha fondato un maltificio per servire i birrifici artigianali siciliani, chi organizza festival e fa divulgazione culturale all’università di Palermo.
Sono ragazze e ragazzi che non aspettano che qualcosa cambi: il cambiamento lo fanno loro, ogni giorno, nei luoghi da cui tutti pensano che si debba solo fuggire.
Il video integrale è qui.