«Non siamo noi la storia principale. È su Gaza che il mondo deve concentrarsi»
Dopo l’espulsione da Israele insieme ad altri attivisti della Global Sumud Flotilla, Greta Thunberg è arrivata ad Atene lunedì sera. Ma appena atterrata, ha scelto di parlare non di sé.
«Potrei raccontare a lungo dei maltrattamenti e degli abusi subiti dopo l’arresto», ha detto in aeroporto, «ma non è questa la storia».
Ha chiesto ai giornali e all’opinione pubblica di non perdere di vista Gaza: «Migliaia di palestinesi vivono in condizioni disumane, centinaia di bambini crescono sotto occupazione illegale. La nostra prigionia è conseguenza delle azioni dei nostri governi».
Negli ultimi giorni sono emersi dettagli sulla detenzione subita da Thunberg: secondo quanto riportato dal Guardian, l’attivista avrebbe trascorso ore in celle infestata da cimici, con poco cibo e acqua, sviluppando eruzioni cutanee. In alcune occasioni, sarebbe stata bendata, costretta a baciare la bandiera israeliana e a reggerla per foto forzate, come raccontato da un giornalista turco presente sulla Flotilla.
In un video pubblicato su Instagram, Thunberg ha accusato Israele di violare il diritto internazionale e ha denunciato l’immobilismo dei governi occidentali: «Nessun essere umano vale più di un altro, e questo vale anche per gli israeliani. È assurdo che una cosa del genere debba ancora essere detta».
Ha ricordato che «il terrorismo è l’uso calcolato della violenza per incutere paura e ottenere controllo politico» e ha chiesto: «Chi sono allora i veri terroristi?».
«Abbiamo dalla nostra parte la verità, la giustizia, l’amore, la solidarietà del mondo, e anche il semplice buon senso», ha concluso.
«La giustizia prevarrà. Free Palestine».
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«Potrei raccontare a lungo dei maltrattamenti e degli abusi subiti dopo l’arresto», ha detto in aeroporto, «ma non è questa la storia».
Ha chiesto ai giornali e all’opinione pubblica di non perdere di vista Gaza: «Migliaia di palestinesi vivono in condizioni disumane, centinaia di bambini crescono sotto occupazione illegale. La nostra prigionia è conseguenza delle azioni dei nostri governi».
Negli ultimi giorni sono emersi dettagli sulla detenzione subita da Thunberg: secondo quanto riportato dal Guardian, l’attivista avrebbe trascorso ore in celle infestata da cimici, con poco cibo e acqua, sviluppando eruzioni cutanee. In alcune occasioni, sarebbe stata bendata, costretta a baciare la bandiera israeliana e a reggerla per foto forzate, come raccontato da un giornalista turco presente sulla Flotilla.
In un video pubblicato su Instagram, Thunberg ha accusato Israele di violare il diritto internazionale e ha denunciato l’immobilismo dei governi occidentali: «Nessun essere umano vale più di un altro, e questo vale anche per gli israeliani. È assurdo che una cosa del genere debba ancora essere detta».
Ha ricordato che «il terrorismo è l’uso calcolato della violenza per incutere paura e ottenere controllo politico» e ha chiesto: «Chi sono allora i veri terroristi?».
«Abbiamo dalla nostra parte la verità, la giustizia, l’amore, la solidarietà del mondo, e anche il semplice buon senso», ha concluso.
«La giustizia prevarrà. Free Palestine».