Trump potrà imporre nuove sanzioni a Francesca Albanese
La Corte d’Appello ha autorizzato l’amministrazione Trump a ripristinare temporaneamente le sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, sospendendo gli effetti della decisione con cui, nelle scorse settimane, un giudice federale ne aveva disposto il blocco.
La misura consente dunque agli Stati Uniti di continuare ad applicare la designazione della relatrice speciale delle Nazioni Unite come “cittadina straniera designata” ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14203, almeno fino a quando la Corte non si pronuncerà nel merito del ricorso presentato dal governo americano.
A riferire l’esito del procedimento è stato su X Hillel Neuer, direttore di UN Watch. Secondo quanto riportato, i giudici federali hanno accolto la richiesta urgente avanzata dall’amministrazione statunitense per ottenere una sospensione amministrativa immediata della precedente ingiunzione emessa il 13 maggio dal tribunale distrettuale.
Nel provvedimento, la Corte precisa tuttavia che la decisione non rappresenta una valutazione definitiva sul caso, ma serve esclusivamente a garantire il tempo necessario per esaminare il ricorso. La sospensione, si legge nell’ordinanza, «non deve essere interpretata in alcun modo come una decisione nel merito».
Dopo il pronunciamento di primo grado, Albanese aveva salutato con favore il congelamento delle sanzioni, ricevendo il sostegno di diverse forze della sinistra italiana e di organizzazioni internazionali impegnate sui diritti umani. Le misure restrittive nei confronti della relatrice ONU erano state introdotte dall’amministrazione Trump. Il segretario di Stato Marco Rubio aveva accusato Albanese di “antisemitismo sfacciato”, motivando così l’inserimento nella lista delle persone sanzionate dagli Stati Uniti.
Le restrizioni comportano, tra le altre cose, limitazioni finanziarie e operative, inclusa la difficoltà nell’utilizzo dei principali circuiti bancari e delle carte di credito internazionali.