Una missione segreta ONU ha salvato gli archivi del popolo palestinese
In un’operazione durata circa dieci mesi, l’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi, è riuscita a mettere in sicurezza milioni di documenti storici appartenenti alla memoria del popolo palestinese, mettendoli al riparo da distruzioni, attacchi informatici e dal deterioramento dei materiali cartacei.
Il materiale copre un arco temporale che va dalla Nakba del 1948 – quando circa 750 mila persone furono costrette ad abbandonare le proprie terre dopo la nascita dello Stato di Israele – fino ai decenni successivi. Tra i documenti figurano registri dei rifugiati, certificati di nascita, matrimonio e morte, oltre a testimonianze personali e archivi amministrativi.
Il salvataggio è avvenuto attraverso operazioni coordinate tra Gaza e Gerusalemme Est, in un contesto di forte instabilità. Secondo una ricostruzione pubblicata dal The Guardian e ripresa da diverse testate, parte del materiale era ancora conservato in formato esclusivamente cartaceo allo scoppio del conflitto, nonostante fossero già in corso attività di digitalizzazione.
I funzionari dell’agenzia avrebbero organizzato il recupero degli archivi utilizzando mezzi di fortuna e operando in condizioni di rischio elevato. La fase di evacuazione dei materiali avrebbe comportato anche il passaggio attraverso canali informali e misure di occultamento. Secondo le ricostruzioni, parte dell’archivio sarebbe stata successivamente trasferita in Egitto, quindi in Giordania, con il supporto di trasporti aerei diretti ad Amman, dove oggi è in corso un vasto processo di digitalizzazione.
Oltre cinquanta persone sarebbero attualmente impegnate nella scansione e catalogazione del materiale. Tuttavia, anche questa fase risulta esposta a rischi, in particolare a ripetuti attacchi informatici contro i sistemi utilizzati per l’archiviazione digitale. L’operazione, ancora in corso, viene descritta dagli osservatori come uno dei più vasti tentativi di messa in sicurezza e digitalizzazione del patrimonio documentale palestinese mai realizzati. Intanto, la Nakba è anche al centro di un nuovo videogioco di avventura realizzato da game designer palestinesi. “Dreams on a Pillow” racconta la storia di Khadra, una giovane donna che fugge da un massacro nella sua città natale portando con sé solo un cuscino.