Israele ha prorogato (senza accuse) la detenzione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek
La detenzione dei due attivisti fermati durante la missione della Global Sumud Flotilla è stata ulteriormente prorogata fino all’11 maggio. Il tribunale israeliano di Ashkelon ha disposto l’estensione della custodia cautelare per il brasiliano Thiago Ávila e il cittadino svedese/spagnolo di origine palestinese Saif Abukeshek, senza che siano state formalizzate accuse definitive nei loro confronti. I due sono stati sequestrati mentre si trovavano a bordo di un’imbarcazione diretta verso la Striscia di Gaza con aiuti umanitari, bloccata in acque internazionali nel Mediterraneo orientale.
Nel frattempo, la vicenda ha assunto anche una dimensione personale. In Brasile è morta Teresa Regina de Ávila e Silva, madre dell’attivista brasiliano detenuto. La famiglia ha rivolto un appello alle autorità israeliane chiedendo un rilascio temporaneo che consenta ad Ávila di partecipare alle esequie. La richiesta si inserisce in un quadro di pressioni crescenti, anche politiche, per ottenere la liberazione dell’attivista. Il presidente brasiliano Lula ha definito la detenzione «ingiustificabile». «La Spagna proteggerà sempre i suoi cittadini […] vogliamo la libertà del cittadino spagnolo sequestrato illegalmente», aveva detto invece il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez all’indomani dell’intercettazione della Global Sumud Flotilla. Gli attivisti hanno denunciato violenze e abusi della polizia israeliana.
Dal carcere, Ávila ha inviato una lettera alla figlia attraverso i suoi legali, spiegando le ragioni del suo impegno. «Cara Teresa, mi dispiace di non essere a casa con te in questo momento. Purtroppo tuo padre, tua madre, e tante altre persone in tutto il mondo hanno compreso il momento storico e responsabilità che abbiamo», scrive. Nel testo l’attivista descrive la situazione nella Striscia di Gaza e motiva la scelta di prendere parte alla missione: «Oggi oltre un milione di bambini stanno subendo un genocidio, morendo di fame, subendo amputazioni senza anestesia e soffrendo a causa di idee orribili e piene di odio, pur non sapendo cosa siano il sionismo e l’imperialismo».
«Il tuo mondo sarà più sicuro perché molti genitori hanno deciso di dare tutto per costruire un mondo migliore per te», prosegue Ávila, aggiungendo: «Spero che un giorno tu capisca che, poiché ti amo così tanto, non c’era niente di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio». Nel frattempo, parte della Flotilla si sta riorganizzando per ripartire verso le coste della Striscia e provare a rompere il blocco israeliano.