Israele assolda influencer per smentire la carestia
L’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), consorzio di varie organizzazioni che si occupa di rilevare le situazioni di mancanza di cibo nel mondo, ha annunciato la presenza di una carestia in diverse zone della Striscia di Gaza, dove da molti mesi Israele impedisce l’ingresso di cibo e di diversi altri beni essenziali.
La “carestia” è la più grave situazione di mancanza di cibo prevista nella scala elaborata dall’IPC, i cui parametri sono riconosciuti a livello internazionale. Si ha una carestia quando il 20 per cento delle famiglie che ci vivono, o più, soffre di una grave mancanza di cibo, almeno il 30 per cento dei bambini è affetto da malnutrizione acuta, e due adulti (o quattro bambini) ogni 10 mila persone muoiono ogni giorno a causa della fame e delle complicazioni legate alla mancanza di cibo.
Nel frattempo, però, Israele assolda influencer israeliani e statunitensi per negare la carestia. Tra questi c’è Xaviaer DuRousseau, oltre 520 mila follower su X, che si definisce un «attivista della generazione Z». «Se fossi Israele non darei neanche calzini appaiati a Gaza – dice in un video pubblicato sui suoi canali – Qui ci sono gli aiuti che dicono non esistere. Sono qui a Gaza e quello che vedo sono cibo, acqua e opportunità. Ma invece di distribuire i noodles, Hamas li tiene per sé».
Si tratta di contenuti video che usano un linguaggio “urlato” e propagandistico, costruiti senza fornire elementi oggettivi, senza rinunciare effetti grafici e movenze da creator. Una negazione della realtà alla black mirror che sfiora l’assurdo. Tutto questo mentre nessun giornalista internazionale è riuscito ancora a entrare a Gaza per documentare cosa sta accadendo, e quei reporter che invece a Gaza sono nati e cresciuti muoiono sotto le bombe o per la fame.
00:35
La “carestia” è la più grave situazione di mancanza di cibo prevista nella scala elaborata dall’IPC, i cui parametri sono riconosciuti a livello internazionale. Si ha una carestia quando il 20 per cento delle famiglie che ci vivono, o più, soffre di una grave mancanza di cibo, almeno il 30 per cento dei bambini è affetto da malnutrizione acuta, e due adulti (o quattro bambini) ogni 10 mila persone muoiono ogni giorno a causa della fame e delle complicazioni legate alla mancanza di cibo.
Nel frattempo, però, Israele assolda influencer israeliani e statunitensi per negare la carestia. Tra questi c’è Xaviaer DuRousseau, oltre 520 mila follower su X, che si definisce un «attivista della generazione Z». «Se fossi Israele non darei neanche calzini appaiati a Gaza – dice in un video pubblicato sui suoi canali – Qui ci sono gli aiuti che dicono non esistere. Sono qui a Gaza e quello che vedo sono cibo, acqua e opportunità. Ma invece di distribuire i noodles, Hamas li tiene per sé».
Si tratta di contenuti video che usano un linguaggio “urlato” e propagandistico, costruiti senza fornire elementi oggettivi, senza rinunciare effetti grafici e movenze da creator. Una negazione della realtà alla black mirror che sfiora l’assurdo. Tutto questo mentre nessun giornalista internazionale è riuscito ancora a entrare a Gaza per documentare cosa sta accadendo, e quei reporter che invece a Gaza sono nati e cresciuti muoiono sotto le bombe o per la fame.