Israele spara sulla Flotilla: proiettili di gomma sugli attivisti
Nel pomeriggio di ieri, l’esercito israeliano ha intercettato le ultime dieci barche della Global Sumud Flotilla che erano ancora in navigazione verso Gaza. L’operazione è avvenuta al largo di Cipro, in acque internazionali. Una delle imbarcazioni, la “Girolama” è stata fatta oggetto di colpi di fucile: Israele ha fatto poi sapere di aver utilizzato proiettili di gomma. Nei video circolati online, si sentono chiaramente gli spari: «Why are you shooting? Perché sparate?», chiedono gli attivisti, tutti con le mani alzate a bordo dell’imbarcazione.
Il sequestro delle ultime 10 imbarcazioni pone fine alla spedizione umanitaria che aveva l’obiettivo di rompere il decennale blocco israeliano sulla Striscia di Gaza e consegnare aiuti alla popolazione palestinese. La maggior parte delle circa 50 imbarcazioni era già stata intercettata la scorsa settimana, in una retata condotta dalle forze israeliane in acque internazionali. Sono ora circa 400 gli attivisti provenienti da numerosi Paesi sequestrati dall’esercito agli ordini di Netanyahu: ci sono anche 27 italiani, tra cui il deputato del M5S Dario Carotenuto. Tutti dovrebbero essere condotti nelle prossime ore presso il carcere di Ashdod e poi espulsi. Più problematica, invece, la situazione degli attivisti ritenuti “sospetti” da Israele: come accaduto a Thiago Avila e Saif AbuKeshek, potrebbero essere trattenuti per più giorni, anche senza accuse formali.
«Li abbiamo visti bene in faccia, questa volta – ha detto a Il Manifesto Dario Salvetti, del collettivo di fabbrica della Gkn di Firenze, che insieme all’ex consigliera comunale di Firenze Antonella Bundu si trovava a bordo della “Don Juan” – Abbiamo visto le quattro navi militari, abbiamo visto la nave prigione, e abbiamo visto i rib che vengono utilizzati per assaltare i nostri velieri. Questo è quello che abbiamo visto, io e i miei compagni, ed ecco: vorrei che lo avessero visto anche coloro che ieri ci chiamavano “crocieristi”, perché se veramente fossimo dei “crocieristi”, ricchi, bianchi e col conto in banca, è probabile che le cancellerie di tutto il mondo si sarebbero già messe in moto per tirarci fuori dai guai».
00:25
Il sequestro delle ultime 10 imbarcazioni pone fine alla spedizione umanitaria che aveva l’obiettivo di rompere il decennale blocco israeliano sulla Striscia di Gaza e consegnare aiuti alla popolazione palestinese. La maggior parte delle circa 50 imbarcazioni era già stata intercettata la scorsa settimana, in una retata condotta dalle forze israeliane in acque internazionali. Sono ora circa 400 gli attivisti provenienti da numerosi Paesi sequestrati dall’esercito agli ordini di Netanyahu: ci sono anche 27 italiani, tra cui il deputato del M5S Dario Carotenuto. Tutti dovrebbero essere condotti nelle prossime ore presso il carcere di Ashdod e poi espulsi. Più problematica, invece, la situazione degli attivisti ritenuti “sospetti” da Israele: come accaduto a Thiago Avila e Saif AbuKeshek, potrebbero essere trattenuti per più giorni, anche senza accuse formali.
«Li abbiamo visti bene in faccia, questa volta – ha detto a Il Manifesto Dario Salvetti, del collettivo di fabbrica della Gkn di Firenze, che insieme all’ex consigliera comunale di Firenze Antonella Bundu si trovava a bordo della “Don Juan” – Abbiamo visto le quattro navi militari, abbiamo visto la nave prigione, e abbiamo visto i rib che vengono utilizzati per assaltare i nostri velieri. Questo è quello che abbiamo visto, io e i miei compagni, ed ecco: vorrei che lo avessero visto anche coloro che ieri ci chiamavano “crocieristi”, perché se veramente fossimo dei “crocieristi”, ricchi, bianchi e col conto in banca, è probabile che le cancellerie di tutto il mondo si sarebbero già messe in moto per tirarci fuori dai guai».