Israele blocca di nuovo la Freedom Flotilla
Attorno alla mezzanotte di sabato, la marina israeliana ha intercettato la nave Handala, 37ma missione in 18 anni della Freedom Flotilla, a circa 40‑64 km al largo di Gaza, in acque internazionali. I militari hanno tagliato le comunicazioni e disattivato le telecamere, poi hanno costretto la nave a dirigersi verso il porto israeliano di Ashdod.
La nave umanitaria stava portando aiuti alla popolazione di Gaza, affamata da mesi dopo l'invasione di Israele. Secondo quanto riportato da Fanpage, «i 21 membri della Handala saranno con ogni probabilità deportati in Israele e arrestati. Se così dovesse essere, tutto l’equipaggio ha già dichiarato che entrerà in sciopero della fame in solidarietà con la popolazione di Gaza, dove da ottobre 2023 122 persone di cui 83 bambini sono morti di fame a causa del blocco imposto da Israele agli aiuti umanitari».
La Handala era partita il 20 luglio dal porto di Gallipoli. «Vogliamo rompere il blocco illegale e letale imposto da Israele e portare aiuti umanitari essenziali ma soprattutto un messaggio forte e chiaro: non resteremo in silenzio mentre Gaza viene affamata, bombardata e sepolta sotto le macerie», avevano spiegato gli attivisti. Si tratta della seconda nave della Freedom Flotilla bloccata dalle autorità israeliane dopo la Madleen, sequestrata a giugno durante una precedente missione con a bordo, tra gli altri, la giovane attivista Greta Thunberg.
«A bordo di Handala si trovavano attivisti per i diritti umani, operatori umanitari, parlamentari e giornalisti provenienti da diversi Paesi del mondo - si legge nella nota diffusa da Freedom Flotilla -. Le autorità israeliane li stanno detenendo illegalmente, in violazione della loro libertà personale e delle Convenzioni internazionali. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), nessuna forza militare ha il diritto di assalire un'imbarcazione civile in acque internazionali senza giustificazione legale, tanto più se essa è impegnata in una missione umanitaria».
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La nave umanitaria stava portando aiuti alla popolazione di Gaza, affamata da mesi dopo l'invasione di Israele. Secondo quanto riportato da Fanpage, «i 21 membri della Handala saranno con ogni probabilità deportati in Israele e arrestati. Se così dovesse essere, tutto l’equipaggio ha già dichiarato che entrerà in sciopero della fame in solidarietà con la popolazione di Gaza, dove da ottobre 2023 122 persone di cui 83 bambini sono morti di fame a causa del blocco imposto da Israele agli aiuti umanitari».
La Handala era partita il 20 luglio dal porto di Gallipoli. «Vogliamo rompere il blocco illegale e letale imposto da Israele e portare aiuti umanitari essenziali ma soprattutto un messaggio forte e chiaro: non resteremo in silenzio mentre Gaza viene affamata, bombardata e sepolta sotto le macerie», avevano spiegato gli attivisti. Si tratta della seconda nave della Freedom Flotilla bloccata dalle autorità israeliane dopo la Madleen, sequestrata a giugno durante una precedente missione con a bordo, tra gli altri, la giovane attivista Greta Thunberg.
«A bordo di Handala si trovavano attivisti per i diritti umani, operatori umanitari, parlamentari e giornalisti provenienti da diversi Paesi del mondo - si legge nella nota diffusa da Freedom Flotilla -. Le autorità israeliane li stanno detenendo illegalmente, in violazione della loro libertà personale e delle Convenzioni internazionali. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), nessuna forza militare ha il diritto di assalire un'imbarcazione civile in acque internazionali senza giustificazione legale, tanto più se essa è impegnata in una missione umanitaria».