Tel Aviv, giovani israeliani bruciano le convocazioni per il servizio militare
«Israele vuole rinchiudere i palestinesi di Gaza in un campo di concentramento. Sei contrario? Non partecipare al massacro, resisti».
Con questo messaggio il movimento israeliano Mesarvot ha chiamato a raccolta decine di giovani per spronarli a boicottare l’esercito. L’invito è a rifiutare l’obbligo di leva. Per questo motivo, il 15 luglio decine di adolescenti israeliani hanno marciato lungo le strade di Tel Aviv. Alla fine del corteo, molti di loro hanno bruciato le lettere di convocazione per il servizio militare.
Le riprese dell’azione simbolica sono poi state diffuse in rete. «La maggior parte degli adolescenti che vedete nel video ha scontato o sconterà alcuni mesi di prigione per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito israeliano. Noi ci rifiutiamo!», si legge nel post condiviso su X da un’attivista.
«Non cooperiamo con il genocidio e l'apartheid», aggiunge un altro renitente alla leva. «Non vogliamo che il nostro nome sia legato a tutto questo». In un’intervista rilasciata al media indipendente DemocraTV un partecipante, Yona Rozman, ha detto: «Mi rifiuto di arruolarmi perché Israele sta commettendo un genocidio a Gaza».
In Israele il servizio di leva è obbligatorio, salvo alcune esenzioni per motivi medici o religiosi. Uomini e donne ricevono gli ordini di leva al termine della scuola superiore, quando raggiungono l’età legale per il servizio militare. Chi rifiuta di servire l’esercito rischia sanzioni e diverse settimane di carcere.
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Con questo messaggio il movimento israeliano Mesarvot ha chiamato a raccolta decine di giovani per spronarli a boicottare l’esercito. L’invito è a rifiutare l’obbligo di leva. Per questo motivo, il 15 luglio decine di adolescenti israeliani hanno marciato lungo le strade di Tel Aviv. Alla fine del corteo, molti di loro hanno bruciato le lettere di convocazione per il servizio militare.
Le riprese dell’azione simbolica sono poi state diffuse in rete. «La maggior parte degli adolescenti che vedete nel video ha scontato o sconterà alcuni mesi di prigione per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito israeliano. Noi ci rifiutiamo!», si legge nel post condiviso su X da un’attivista.
«Non cooperiamo con il genocidio e l'apartheid», aggiunge un altro renitente alla leva. «Non vogliamo che il nostro nome sia legato a tutto questo». In un’intervista rilasciata al media indipendente DemocraTV un partecipante, Yona Rozman, ha detto: «Mi rifiuto di arruolarmi perché Israele sta commettendo un genocidio a Gaza».
In Israele il servizio di leva è obbligatorio, salvo alcune esenzioni per motivi medici o religiosi. Uomini e donne ricevono gli ordini di leva al termine della scuola superiore, quando raggiungono l’età legale per il servizio militare. Chi rifiuta di servire l’esercito rischia sanzioni e diverse settimane di carcere.