Il governo guidato dal premier socialista Pedro Sánchez ha confermato che Ana Salomon Pérez, già rientrata in patria lo scorso autunno, non tornerà a Tel Aviv. L’ambasciata spagnola resterà operativa, ma senza il suo massimo rappresentante diplomatico: a guidarla sarà un incaricato di grado inferiore.

Le relazioni tra Madrid e Tel Aviv sono diventate sempre più tese dopo il 7 ottobre. La Spagna è stata tra i paesi europei più critici nei confronti delle operazioni militari israeliane e tra i più esplicitamente solidali con la popolazione palestinese. Negli ultimi mesi il premier Sánchez ha condannato anche la progressiva annessione di fatto della Cisgiordania. Dallo scorso dicembre, infatti, le autorità israeliane hanno adottato una serie di misure che hanno facilitato l’acquisizione di ulteriori terre palestinesi, autorizzato un numero record di nuovi insediamenti e ampliato quelli esistenti, oltre a registrare nuovi terreni come proprietà dello Stato israeliano.

La frattura diplomatica si era già manifestata nel maggio 2024, quando Israele aveva richiamato il proprio ambasciatore dopo la decisione del governo spagnolo di riconoscere lo Stato palestinese. A settembre dello stesso anno Madrid aveva richiamato la propria ambasciatrice dopo accuse di antisemitismo rivolte dall’esecutivo israeliano.

La Spagna è rimasta finora anche l’unico grande paese europeo ad assumere una posizione apertamente critica nei confronti dell’attacco lanciato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il governo di Sánchez ha negato a Washington l’autorizzazione a utilizzare le basi militari congiunte presenti sul territorio spagnolo per eventuali operazioni contro Teheran. Pur ribadendo l’opposizione della società spagnola al regime iraniano, Sánchez ha affermato che ciò non giustifica un intervento militare che, a suo avviso, viola il diritto internazionale e aumenta l’instabilità regionale.

Sul terreno, intanto, continuano ad accumularsi elementi di tensione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riferito che nella notte la base italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata colpita da un attacco la cui natura non è ancora chiara, se si tratti di un missile o di un drone. Non si registrano vittime né feriti: il personale italiano era stato trasferito preventivamente nei bunker della base ed è al sicuro.