Raid israeliano su Gaza: distrutto internet cafè usato da giornalisti
Ieri l’esercito israeliano ha bombardato un bar sul lungomare della città di Gaza, causando la morte di almeno 39 persone e il ferimento di oltre 50, molte delle quali in gravi condizioni. Il locale, Al-Baqa Café, era uno degli ultimi luoghi rimasti con accesso a internet nella zona e veniva utilizzato da giornalisti, attivisti e civili come punto di incontro e lavoro.
Tra le vittime c’è anche Ismail Abu Hatab, fotogiornalista palestinese, le cui immagini erano state recentemente esposte in una mostra a Los Angeles. Testimoni riferiscono che al momento dell’attacco nel bar si trovavano decine di persone, inclusi alcuni bambini riuniti per festeggiare un compleanno. L’esplosione ha completamente distrutto la struttura, lasciando un cratere sul posto. Secondo Hani Mahmoud, corrispondente di Al Jazeera a Gaza, l’attacco è arrivato senza alcun preavviso.
Il bombardamento al bar Al-Baqa è avvenuto in seguito all’ordine di evacuazione emesso da Israele domenica, che ha interessato quasi tutta la città di Gaza e l’area di Jabalia. Lunedì l’offensiva è ripresa con intensità in varie zone della Striscia: sono stati colpiti anche quartieri residenziali a est della città, il campo profughi di al Shati e una scuola nel quartiere di Zeitoun, dove si erano rifugiate famiglie sfollate. Secondo fonti palestinesi, il bilancio complessivo degli attacchi israeliani di lunedì supera i 90 morti. Dopo la fine del cessate il fuoco, interrotto a marzo, molte persone erano tornate a Gaza nel tentativo di ricostruire una parvenza di normalità. Con i nuovi ordini di evacuazione, migliaia di civili sono nuovamente costretti alla fuga, in direzione sud verso il già sovraffollato campo per sfollati di al Mawasi. Secondo le Nazioni Unite, oltre l’80% della Striscia è oggi sottoposta a ordini di evacuazione.
Secondo un recente studio della Brown University, sono almeno 200 i giornalisti palestinesi uccisi a Gaza in un anno e mezzo di guerra, un bilancio tragico e senza precedenti. Almeno 40 di loro sono stati colpiti mentre svolgevano il proprio lavoro, con addosso giubbotti identificativi e strumenti di lavoro in mano.
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Tra le vittime c’è anche Ismail Abu Hatab, fotogiornalista palestinese, le cui immagini erano state recentemente esposte in una mostra a Los Angeles. Testimoni riferiscono che al momento dell’attacco nel bar si trovavano decine di persone, inclusi alcuni bambini riuniti per festeggiare un compleanno. L’esplosione ha completamente distrutto la struttura, lasciando un cratere sul posto. Secondo Hani Mahmoud, corrispondente di Al Jazeera a Gaza, l’attacco è arrivato senza alcun preavviso.
Il bombardamento al bar Al-Baqa è avvenuto in seguito all’ordine di evacuazione emesso da Israele domenica, che ha interessato quasi tutta la città di Gaza e l’area di Jabalia. Lunedì l’offensiva è ripresa con intensità in varie zone della Striscia: sono stati colpiti anche quartieri residenziali a est della città, il campo profughi di al Shati e una scuola nel quartiere di Zeitoun, dove si erano rifugiate famiglie sfollate. Secondo fonti palestinesi, il bilancio complessivo degli attacchi israeliani di lunedì supera i 90 morti. Dopo la fine del cessate il fuoco, interrotto a marzo, molte persone erano tornate a Gaza nel tentativo di ricostruire una parvenza di normalità. Con i nuovi ordini di evacuazione, migliaia di civili sono nuovamente costretti alla fuga, in direzione sud verso il già sovraffollato campo per sfollati di al Mawasi. Secondo le Nazioni Unite, oltre l’80% della Striscia è oggi sottoposta a ordini di evacuazione.
Secondo un recente studio della Brown University, sono almeno 200 i giornalisti palestinesi uccisi a Gaza in un anno e mezzo di guerra, un bilancio tragico e senza precedenti. Almeno 40 di loro sono stati colpiti mentre svolgevano il proprio lavoro, con addosso giubbotti identificativi e strumenti di lavoro in mano.