Israeliani e palestinesi protestano insieme contro il genocidio, la marcia verso Gaza repressa con violenza
Mentre accelera l’operazione militare israeliana su Gaza con l’obiettivo di occuparne militarmente il territorio a tempo indeterminato, attivisti israeliani e palestinesi con cittadinanza israeliana protestano insieme contro le politiche di Netanyahu.
Domenica 18 maggio, centinaia di persone hanno marciato dalla stazione ferroviaria di Sderot, nel Sud di Israele, fino al vicino confine con Gaza per chiedere la fine dell’invasione. Gli organizzatori hanno definito l’azione un «atto non violento di disobbedienza civile, per affrontare la brutalità della polizia e bloccare le strade che portano l’esercito a Gaza».
Alcuni manifestanti hanno perciò tentato di interrompere il traffico sulla strada Route 34, che porta al confine con la Striscia. La polizia è intervenuta per allontanarli dalla carreggiata, reprimendo la protesta. Diversi manifestanti sono stati fermati, e al momento della pubblicazione di questo video sette attivisti si trovano ancora in prigione dopo che un tribunale ha convalidato un’estensione di tre giorni della detenzione.
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Domenica 18 maggio, centinaia di persone hanno marciato dalla stazione ferroviaria di Sderot, nel Sud di Israele, fino al vicino confine con Gaza per chiedere la fine dell’invasione. Gli organizzatori hanno definito l’azione un «atto non violento di disobbedienza civile, per affrontare la brutalità della polizia e bloccare le strade che portano l’esercito a Gaza».
Alcuni manifestanti hanno perciò tentato di interrompere il traffico sulla strada Route 34, che porta al confine con la Striscia. La polizia è intervenuta per allontanarli dalla carreggiata, reprimendo la protesta. Diversi manifestanti sono stati fermati, e al momento della pubblicazione di questo video sette attivisti si trovano ancora in prigione dopo che un tribunale ha convalidato un’estensione di tre giorni della detenzione.