Milano, attiviste bloccano la sede di Leonard e un dipendente si unisce a loro
Questa mattina, intorno alle 7:40, sette attiviste di Palestine Action Italia e Ultima Generazione hanno bloccato l’accesso allo stabilimento Leonardo Spa di Nerviano, incatenandosi ai cancelli e mostrando striscioni con la scritta «Palestina Libera».
Nel corso dell’azione le manifestanti hanno dialogato con i lavoratori: uno di loro ha scelto di unirsi al blocco dichiarando «Non accetto che il mio lavoro sia usato per alimentare un genocidio». Dopo circa un’ora sono intervenuti i carabinieri, identificando i partecipanti. Le attiviste hanno ribadito la richiesta di embargo totale sulle armi a Israele, denunciando la complicità del governo italiano e di Leonardo Spa, azienda a partecipazione statale tra i principali fornitori di sistemi militari a Tel Aviv.
Il gesto di Nerviano si inserisce in un quadro più ampio di denunce internazionali: secondo il giurista Fabio Marcelli, che presenterà un esposto alla Corte Penale Internazionale, l’Italia e le sue imprese belliche traggono profitto da una guerra che provoca migliaia di vittime civili.
00:40
Nel corso dell’azione le manifestanti hanno dialogato con i lavoratori: uno di loro ha scelto di unirsi al blocco dichiarando «Non accetto che il mio lavoro sia usato per alimentare un genocidio». Dopo circa un’ora sono intervenuti i carabinieri, identificando i partecipanti. Le attiviste hanno ribadito la richiesta di embargo totale sulle armi a Israele, denunciando la complicità del governo italiano e di Leonardo Spa, azienda a partecipazione statale tra i principali fornitori di sistemi militari a Tel Aviv.
Il gesto di Nerviano si inserisce in un quadro più ampio di denunce internazionali: secondo il giurista Fabio Marcelli, che presenterà un esposto alla Corte Penale Internazionale, l’Italia e le sue imprese belliche traggono profitto da una guerra che provoca migliaia di vittime civili.