Una flotta di navi cariche di aiuti verso Gaza

Fra pochi la Global Sumud Flotilla salperà dal Mediterraneo per raggiungere Gaza. Si tratta della più ampia mobilitazione internazionale mai organizzata per rompere il blocco imposto da Israele sulla Striscia e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.

A Gaza, il cibo viene trattenuto alle frontiere e lasciato marcire. La fame è diventata un’arma di guerra: le distribuzioni di aiuti si trasformano in trappole mortali, con i civili presi di mira mentre fanno la fila per riceverli.

A bordo della Flotilla ci saranno attivisti, medici e giornalisti da 44 Paesi. Le prime imbarcazioni partiranno il 31 agosto, le altre il 4 settembre. Da Genova sono state raccolte 45 tonnellate di cibo e beni essenziali, pronte all’imbarco il 30 agosto.

Israele ha già intercettato due missioni precedenti: a giugno la Madleen, a luglio la Handala, a bordo della quale vi erano anche due attivisti italiani, Antonio Mazzeo e Tony La Piccirella.

La missione che inizierà fra pochi giorni ha lo stesso obiettivo: spezzare il blocco e consegnare aiuti vitali. Non si tratta soltanto di un’azione umanitaria: è una denuncia aperta contro l’assedio, il silenzio complice e la fame usata come strumento di guerra.
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