Iran, in migliaia in strada dopo il blackout imposto dalle autorità
Il 10 gennaio, a Teheran, centinaia di cittadini sono scesi in strada nonostante l’assenza di elettricità e di connessione a Internet. I manifestanti hanno acceso le torce dei telefoni cellulari, rendendo visibile la protesta nel buio della città.
Secondo diverse ricostruzioni, alcuni video della manifestazione sarebbero riusciti a circolare all’estero grazie a collegamenti satellitari ancora attivi in alcune zone, tra cui Starlink.
Il blackout su Internet e sulle telecomunicazioni è stato imposto dalle autorità iraniane l’8 gennaio 2026. La misura si inserisce nel contesto delle più ampie proteste in corso nel paese e mira a limitare la circolazione delle informazioni e la documentazione delle violazioni dei diritti umani.
Amnesty International ha ribadito che l’accesso a Internet è un diritto umano fondamentale e che il diritto di protesta si estende anche allo spazio digitale. Interrompere le comunicazioni significa impedire alla popolazione di informare e denunciare eventuali abusi.
Strategie simili erano già state adottate nel novembre 2019 e nel dicembre 2022, durante precedenti ondate di proteste, con un bilancio di centinaia di vittime.
00:30
Secondo diverse ricostruzioni, alcuni video della manifestazione sarebbero riusciti a circolare all’estero grazie a collegamenti satellitari ancora attivi in alcune zone, tra cui Starlink.
Il blackout su Internet e sulle telecomunicazioni è stato imposto dalle autorità iraniane l’8 gennaio 2026. La misura si inserisce nel contesto delle più ampie proteste in corso nel paese e mira a limitare la circolazione delle informazioni e la documentazione delle violazioni dei diritti umani.
Amnesty International ha ribadito che l’accesso a Internet è un diritto umano fondamentale e che il diritto di protesta si estende anche allo spazio digitale. Interrompere le comunicazioni significa impedire alla popolazione di informare e denunciare eventuali abusi.
Strategie simili erano già state adottate nel novembre 2019 e nel dicembre 2022, durante precedenti ondate di proteste, con un bilancio di centinaia di vittime.