In Giappone si stanno diffondendo iniziative locali che trasformano alcuni spazi commerciali in luoghi di accoglienza notturna per madri con neonati che piangono senza sosta, offrendo supporto nelle ore più difficili della genitorialità. Queste iniziative sono in larga parte rivolte alle madri, in linea con un modello di assistenza alla prima infanzia in cui la gestione quotidiana dei figli ricade ancora prevalentemente sulle donne. Il fenomeno si inserisce in un contesto culturale e lavorativo in cui il coinvolgimento dei padri nella cura dei neonati risulta spesso limitato, soprattutto nelle fasi più precoci della crescita.

Tra i casi più recenti figura quello di Memuro, nella prefettura di Hokkaido, dove un locale specializzato in French toast nei pressi della stazione apre gratuitamente dalle 21 della domenica fino alle 6 del mattino successivo. L’iniziativa è attiva dallo scorso ottobre. Lo spazio, denominato “Oyako no Koya” (“Casa di genitori e figli”), è gestito dalla proprietaria 28enne Madoka Nozawa con il supporto di volontarie. All’interno sono disponibili aree attrezzate con materassini per il riposo dei bambini, oltre a spazi dedicati all’allattamento e al cambio dei pannolini.

Una donna di 34 anni in congedo di maternità, che ha visitato la struttura con le due figlie, ha dichiarato: «Venire qui mi dà la possibilità di parlare con qualcuno e mi offre una pausa mentale». L’iniziativa si inserisce nel modello dei cosiddetti “nighttime crying cafe”, un’idea nata circa dieci anni fa da un fumetto online che immaginava spazi di supporto per madri durante le ore notturne. Il tema è stato ripreso anche in una serie manga del 2023 che descrive un luogo simile, attivo esclusivamente di notte, pensato come rifugio per genitori in difficoltà. L’opera ha ricevuto un riscontro positivo da parte dei lettori.

In parallelo, iniziative analoghe sono state avviate anche in altre regioni del Paese. Nella prefettura di Tokushima, un gruppo di supporto alla genitorialità organizza incontri periodici in cui personale dell’infanzia assiste temporaneamente i bambini per consentire alle madri di riposare. Nonostante la crescita dell’interesse, queste esperienze restano fragili dal punto di vista organizzativo ed economico: molte iniziative si reggono su donazioni e volontariato, con costi significativi legati alla gestione notturna.