L’evento mondano quest’anno è diventato il simbolo delle proteste contro i super-ricchi, a causa della presenza – tra i principali sponsor – di Jeff Bezos e di sua moglie Lauren Sanchez. Le prime azioni dimostrative erano arrivate già nei giorni scorsi, quando un gruppo di attivisti aveva collocato centinaia di bottiglie di “finta urina” all’interno del Metropolitan Museum of Art, in riferimento alle denunce dei lavoratori di Amazon costretti a rinunciare alle pause per andare in bagno.

Nelle ore successive, video-interviste a dipendenti e slogan sono stati proiettati su edifici della città e nei pressi dell’abitazione del magnate, con messaggi come «If You Can Buy the Met Gala, You Can Pay More Taxes». La mobilitazione è proseguita anche online e sui mezzi pubblici, mentre sindacati e associazioni hanno promosso iniziative parallele come il «Ball Without Billionaires», per denunciare disuguaglianze e condizioni di lavoro precarie.

In questo contesto si inserisce la posizione del sindaco di New York, Zohran Mamdani, che ha scelto di non partecipare all’evento. Alla vigilia del gala ha diffuso un progetto fotografico dedicato alle storie di lavoratori – spesso stranieri – dell’industria della moda, sottolineando il loro ruolo invisibile: «L’industria della moda è resa possibile da migliaia di lavoratori dietro le quinte […] il cui talento e la cui dedizione meritano di essere celebrati».

«Da un vero amore nato su una linea di picchetto, a un’imprenditrice che gestisce una scuola di sartoria nel seminterrato della sua casa a Brooklyn, siamo orgogliosi di raccontare le storie di questi lavoratori newyorkesi che rendono l’industria della moda della nostra città seconda a nessuno», ha detto nell’intervista a i-D. Un’azione che conferma l’intenzione dichiarata di Mamdani di «rendere più accessibile la città più cara degli Stati Uniti».

Le tensioni sono sfociate anche in interventi delle forze dell’ordine: la polizia di New York ha confermato l’arresto di un uomo di 37 anni dopo che avrebbe oltrepassato una barriera di sicurezza nei pressi dell’evento. Secondo alcune ricostruzioni non ufficiali, si tratterebbe di Chris Smalls, fondatore del sindacato dei lavoratori Amazon e storico attivista – coinvolto anche in una delle recenti missioni della Global Sumud Flotilla.