Mercoledì 13 maggio il Ministro dell’Energia cubano, Vicente de la O Levy, ha rilasciato una dichiarazione televisiva per comunicare alla popolazione che tutte le scorte di carburante, vitale per alimentare la rete elettrica del Paese, sono esaurite. Da quando a gennaio il Presidente USA Trump ha bloccato le importazioni di petrolio da Venezuela e Messico, sull’isola è arrivato solo un carico da 100.000 tonnellate di petrolio greggio proveniente dalla Russia che è stato consumato in poche settimane.

La situazione sull’isola è critica. I blackout ricorrenti sono diventati la norma anche nella capitale L’Avana, dove le persone hanno accesso all’energia elettrica per una manciata di ore al giorno, spesso nel mezzo della notte. Mercoledì sera gruppi di persone esasperate sono scesi per strada in segno di protesta in quella che è ad oggi la più ampia manifestazione di dissenso dall’inizio della crisi energetica.

Il 1° maggio l’amministrazione Trump ha inasprito le sanzioni verso Cuba, prendendo di mira le aziende e ogni realtà che intrattiene rapporti commerciali e sostiene l’isola. La pressione statunitense è sempre più asfissiante, e potrebbe essere il preludio di un’azione militare. Un’analisi della CNN ha rivelato che i voli di ricognizione degli aerei statunitensi attorno all’isola sono sempre più frequenti. In questi giorni Trump è stato Pechino per un incontro con Xi Jinping sulle questioni internazionali. Xi vorrebbe il disimpegno degli USA a Taiwan, in cambio la Cina potrebbe fare pressioni sull’Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz. E chiudere un occhio in caso di intervento militare a L’Avana.

Abbiamo raccontato la situazione che sta vivendo Cuba nel reportage “Cuba: un futuro sotto embargo” che VD ha girato sull’isola nelle scorse settimane. Stiamo portando la visione nelle principali città italiane.