Arrestati 70 manifestanti pro Palestina, avevano occupato la biblioteca della Columbia Univeristy
Mercoledì 7 maggio, decine di manifestanti pro Palestina hanno occupato il secondo piano della biblioteca Butler, nella Columbia University, forzando un cancello di sicurezza e affiggendo striscioni all’interno dell’edificio. Lo spazio è stato ribattezzato “Università Popolare di Basel Al-Araj”, in omaggio alla figura del rivoluzionario palestinese ucciso nel 2017 dalle forze israeliane.
Bloccati all’interno dalle guardie della sicurezza, che hanno impedito loro di uscire senza identificazione, i manifestanti sono rimasti nella biblioteca per diverse ore, mentre all’esterno si radunava una folla crescente. Intorno alle 19, l’amministrazione dell’università ha richiesto per la prima volta dall’occupazione di Hamilton Hall nell’aprile 2024 l’intervento della polizia di New York. Secondo quanto riferito, circa 70 persone sono state arrestate per violazione di proprietà privata. Due agenti della sicurezza universitaria e alcuni manifestanti sono rimasti feriti nella ressa.
La presidente ad interim Claire Shipman ha definito «necessario» l’intervento delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza del campus. La protesta si inserisce in un clima di crescente pressione politica: l’amministrazione Trump ha annunciato il taglio di oltre 400 milioni di dollari in finanziamenti per la ricerca, accusando la Columbia di non proteggere adeguatamente gli studenti ebrei. L’università ha imposto nuove restrizioni agli accessi e avvertito degli effetti disciplinari per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate.
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Bloccati all’interno dalle guardie della sicurezza, che hanno impedito loro di uscire senza identificazione, i manifestanti sono rimasti nella biblioteca per diverse ore, mentre all’esterno si radunava una folla crescente. Intorno alle 19, l’amministrazione dell’università ha richiesto per la prima volta dall’occupazione di Hamilton Hall nell’aprile 2024 l’intervento della polizia di New York. Secondo quanto riferito, circa 70 persone sono state arrestate per violazione di proprietà privata. Due agenti della sicurezza universitaria e alcuni manifestanti sono rimasti feriti nella ressa.
La presidente ad interim Claire Shipman ha definito «necessario» l’intervento delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza del campus. La protesta si inserisce in un clima di crescente pressione politica: l’amministrazione Trump ha annunciato il taglio di oltre 400 milioni di dollari in finanziamenti per la ricerca, accusando la Columbia di non proteggere adeguatamente gli studenti ebrei. L’università ha imposto nuove restrizioni agli accessi e avvertito degli effetti disciplinari per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate.