«Se Israele blocca la Flotilla, bloccheremo di nuovo le città»
di Davide TragliaFuori alla stazione Termini di Roma, così come in altre città, sono nati presidi permanenti in sostegno della Global Sumud Flotilla, la missione che giorno dopo giorno avanza verso Gaza con l’obiettivo di spezzare il blocco israeliano e consegnare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.
Nel frattempo, sta crescendo la pressione sul governo, chiamato a garantire protezione agli attivisti italiani a bordo. Ma lo Stato Maggiore della Difesa ha chiarito che la nave della Marina si fermerà a 150 miglia dalle coste palestinesi, per poi fare ritorno. Una scelta che molti leggono come un abbandono, un segnale di distanza proprio nel momento più delicato della missione.
Nelle prossime ore, infatti, la Flotilla potrebbe oltrepassare la zona di massimo rischio. La tensione sale, con i sindacati Cgil e Usb che hanno annunciato uno sciopero generale nel caso in cui Israele dovesse attaccare le imbarcazioni.
Sul piano internazionale, la Turchia ha fatto sapere di monitorare la sicurezza delle imbarcazioni ed è pronta a intervenire in caso di necessità. Nel frattempo la nave della Marina Militare, attorno all’una di questa notte, lancerà un ultimo messaggio alla missione per invitarla a fermarsi. Ma chi sostiene la Flotilla sa che questo significherebbe rinunciare al cuore stesso della missione: sfidare il blocco, rompere l’assedio, porre fine al genocidio del popolo palestinese.
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Nel frattempo, sta crescendo la pressione sul governo, chiamato a garantire protezione agli attivisti italiani a bordo. Ma lo Stato Maggiore della Difesa ha chiarito che la nave della Marina si fermerà a 150 miglia dalle coste palestinesi, per poi fare ritorno. Una scelta che molti leggono come un abbandono, un segnale di distanza proprio nel momento più delicato della missione.
Nelle prossime ore, infatti, la Flotilla potrebbe oltrepassare la zona di massimo rischio. La tensione sale, con i sindacati Cgil e Usb che hanno annunciato uno sciopero generale nel caso in cui Israele dovesse attaccare le imbarcazioni.
Sul piano internazionale, la Turchia ha fatto sapere di monitorare la sicurezza delle imbarcazioni ed è pronta a intervenire in caso di necessità. Nel frattempo la nave della Marina Militare, attorno all’una di questa notte, lancerà un ultimo messaggio alla missione per invitarla a fermarsi. Ma chi sostiene la Flotilla sa che questo significherebbe rinunciare al cuore stesso della missione: sfidare il blocco, rompere l’assedio, porre fine al genocidio del popolo palestinese.