«La Spagna proteggerà sempre i suoi cittadini, Netanyahu liberi Saif»
«La Spagna proteggerà sempre i suoi cittadini […] vogliamo la libertà del cittadino spagnolo sequestrato illegalmente». Il primo ministro Pedro Sánchez ha chiesto la liberazione di Saif Abukeshek, fermato dalle forze israeliane durante l’intercettazione della Global Sumud Flotilla, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 aprile. Nel suo intervento, Sánchez ha parlato apertamente di «una nuova violazione del diritto internazionale», rivolgendosi direttamente al premier israeliano Netanyahu.
Il caso riguarda una delle imbarcazioni della flottiglia internazionale che tentava di portare aiuti umanitari a Gaza. L’operazione militare israeliana è avvenuta al largo della Grecia, ma in acque internazionali, e ha portato al fermo di decine di attivisti provenienti da oltre 70 Paesi. Tra questi, Abukeshek, cittadino con doppia nazionalità spagnola e svedese, e il brasiliano Thiago Ávila, successivamente trasferiti in Israele, denunciano di essere stati «sottoposti a estrema brutalità», torturati, legati e tenuti in isolamento.
Secondo la ricostruzione della moglie, Salli Issa, l’attivista non era diretto verso Gaza ma si trovava su una nave di osservazione, con l’intenzione di mantenersi a distanza dalle acque israeliane. Il governo spagnolo ha attivato i canali diplomatici. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares è in contatto con Israele e Grecia, mentre ambasciate e consolati sono stati mobilitati per garantire assistenza e tutela al cittadino spagnolo. Parallelamente, familiari e attivisti chiedono un intervento rapido delle autorità europee, temendo per la sicurezza dei due fermati.
Abukeshek, residente a Barcellona da oltre vent’anni, è noto per il suo impegno nella cooperazione internazionale e per il sostegno alla causa palestinese. Fondatore del Movimento Globale per Gaza in Spagna, ha partecipato negli anni a diverse iniziative umanitarie. Le accuse israeliane che lo collegherebbero a Hamas vengono respinte da chi lo conosce, che ne sottolinea il profilo civile e l’attività in difesa dei diritti umani.
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Il caso riguarda una delle imbarcazioni della flottiglia internazionale che tentava di portare aiuti umanitari a Gaza. L’operazione militare israeliana è avvenuta al largo della Grecia, ma in acque internazionali, e ha portato al fermo di decine di attivisti provenienti da oltre 70 Paesi. Tra questi, Abukeshek, cittadino con doppia nazionalità spagnola e svedese, e il brasiliano Thiago Ávila, successivamente trasferiti in Israele, denunciano di essere stati «sottoposti a estrema brutalità», torturati, legati e tenuti in isolamento.
Secondo la ricostruzione della moglie, Salli Issa, l’attivista non era diretto verso Gaza ma si trovava su una nave di osservazione, con l’intenzione di mantenersi a distanza dalle acque israeliane. Il governo spagnolo ha attivato i canali diplomatici. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares è in contatto con Israele e Grecia, mentre ambasciate e consolati sono stati mobilitati per garantire assistenza e tutela al cittadino spagnolo. Parallelamente, familiari e attivisti chiedono un intervento rapido delle autorità europee, temendo per la sicurezza dei due fermati.
Abukeshek, residente a Barcellona da oltre vent’anni, è noto per il suo impegno nella cooperazione internazionale e per il sostegno alla causa palestinese. Fondatore del Movimento Globale per Gaza in Spagna, ha partecipato negli anni a diverse iniziative umanitarie. Le accuse israeliane che lo collegherebbero a Hamas vengono respinte da chi lo conosce, che ne sottolinea il profilo civile e l’attività in difesa dei diritti umani.