Quanto paghi per riuscire a votare al Referendum?

A pochi giorni dal referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia, c’è chi per votare deve fare i conti con treni, aerei e lavoro. E chi, semplicemente, rinuncia. C’è chi torna in Calabria, chi in provincia di Bergamo, chi affronta centinaia di euro di spesa. E chi resta a Milano, impossibilitato a partire.

Abbiamo chiesto a studenti e lavoratori fuori sede a Milano quanto costa, oggi, esercitare il proprio diritto di voto. Le risposte raccontano una realtà fatta di ostacoli concreti: soldi, tempo, sessioni d’esame, turni di lavoro e una richiesta che torna in ogni intervista: poter votare nel luogo in cui si vive. E mentre quasi tutti i Paesi europei già garantiscono questa possibilità, in Italia chi vive lontano dalla propria città deve ancora scegliere tra il diritto di voto e la vita quotidiana.

Una possibile soluzione strutturale esiste già: nel dicembre 2025 è stata depositata in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare sul voto fuori sede, promossa dalle associazioni The Good Lobby Italia e Rete Voto Fuorisede - insieme a Will Media e sostenuta anche da noi di VD News. Il testo, tuttavia, è attualmente fermo e spetta alla Commissione Affari Costituzionali del Senato avviare l’esame entro 30 giorni dall’annuncio in Commissione.
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