I dati sull'accesso all'aborto sono in ritardo di un anno
di Davide TragliaA oltre un anno dalla scadenza prevista, il Ministero della Salute non ha ancora pubblicato la relazione annuale sull’attuazione della legge 194, il provvedimento che dal 1978 disciplina l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Si tratta del ritardo più lungo mai registrato dalla sua approvazione, una situazione che sta alimentando preoccupazioni e richieste di maggiore trasparenza da parte di parlamentari, operatori sanitari e associazioni.
La normativa stabilisce infatti che il Ministro della Salute presenti ogni anno al Parlamento un report dettagliato sull’applicazione della legge: un documento fondamentale per monitorare l’accesso ai servizi, la presenza di personale sanitario non obiettore, l’andamento del numero di interruzioni di gravidanza e, più in generale, lo stato dei diritti riproduttivi nel Paese.
Ad oggi, tuttavia, i dati aggiornati non sono disponibili. L’ultima relazione pubblicata risale a dicembre 2024 e contiene informazioni vecchie di due anni, mentre quella relativa al 2023 non è ancora stata resa pubblica nonostante interrogazioni parlamentari e ripetute sollecitazioni istituzionali.
Proprio per richiamare l’attenzione su questo ritardo, nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati si è svolta una conferenza stampa che ha riunito esponenti politici, professioniste della sanità e attiviste. Tra le partecipanti la deputata Gilda Sportiello, la dottoressa Monica Giobbe, la psicoterapeuta Federica Di Martino di ivgstobenissimo e le giornaliste Corinna De Cesare e Federica Pennelli.
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La normativa stabilisce infatti che il Ministro della Salute presenti ogni anno al Parlamento un report dettagliato sull’applicazione della legge: un documento fondamentale per monitorare l’accesso ai servizi, la presenza di personale sanitario non obiettore, l’andamento del numero di interruzioni di gravidanza e, più in generale, lo stato dei diritti riproduttivi nel Paese.
Ad oggi, tuttavia, i dati aggiornati non sono disponibili. L’ultima relazione pubblicata risale a dicembre 2024 e contiene informazioni vecchie di due anni, mentre quella relativa al 2023 non è ancora stata resa pubblica nonostante interrogazioni parlamentari e ripetute sollecitazioni istituzionali.
Proprio per richiamare l’attenzione su questo ritardo, nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati si è svolta una conferenza stampa che ha riunito esponenti politici, professioniste della sanità e attiviste. Tra le partecipanti la deputata Gilda Sportiello, la dottoressa Monica Giobbe, la psicoterapeuta Federica Di Martino di ivgstobenissimo e le giornaliste Corinna De Cesare e Federica Pennelli.