La Campania introduce l’aborto farmacologico in day hospital e a domicilio
La Giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico ha approvato una delibera che introduce il modello organizzativo del day service per l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica (IVG), ampliando le modalità di accesso alla procedura e prevedendo, oltre al regime ambulatoriale e di day hospital, anche la possibilità della seconda somministrazione del farmaco a domicilio. Il provvedimento recepisce le linee guida ministeriali, consentendo l’accesso alla procedura fino alla nona settimana di gestazione senza necessità di ricovero ordinario.
Con questa decisione, la Campania diventa la terza Regione in Italia ad applicare pienamente un modello di IVG farmacologica deospedalizzata, insieme a Lazio ed Emilia-Romagna. Nel resto del Paese, infatti, l’accesso alla procedura senza ricovero risulta ancora disomogeneo, nonostante le linee di indirizzo ministeriali del 2020 prevedano la possibilità di effettuare l’interruzione di gravidanza farmacologica anche in regime ambulatoriale e consultoriale.
Il Presidente Roberto Fico ha definito l’introduzione del Percorso ambulatoriale coordinato e complesso come «un passo concreto per tutelare la salute delle donne, rafforzandone diritti e autodeterminazione». «Con questa delibera colmiamo un ritardo e compiamo una scelta chiara: mettere al centro i diritti, la dignità e la libertà delle persone – ha aggiunto l’assessora alle Pari Opportunità, Claudia Pecoraro – L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che l’IVG farmacologica è una pratica sicura e altamente raccomandata. Tuteliamo la dignità e la libertà di scelta, senza giudizio e pregiudizio, eliminando modalità vecchie e anacronistiche per una sanità più equa e inclusiva”.
Il provvedimento interviene in un quadro nazionale dove l’applicazione della Legge 194/1978 deve confrontarsi con un’alta percentuale di obiezione di coscienza (63,4% la media nazionale tra i ginecologi). Nonostante l’autonomia gestionale delle Regioni sancita dal Titolo V della Costituzione, la scelta della Campania punta a garantire l’effettiva accessibilità al servizio, allineando la sanità regionale agli standard internazionali e alle direttive del Ministero della Salute emanate nel 2020.