«Oggi è difficile dare una svolta alla propria vita» intervista a Davide Pavanello
di Tommaso ProverbioQuello del rider è un lavoro faticoso, spesso usurante e sottopagato. Nel film ‘Rider’ si parla proprio di chi quotidianamente lotta alla continua ricerca di un punto di svolta per cambiare la propria vita. Il progetto, di Davide Pavanello e Roan Johnson, prova a sperimentare un nuovo linguaggio, a metà tra cinema e musica: «Un disco che si sente e un film che si ascolta». Al centro della storia c’è Sami, un ragazzo che, spinto dalle difficoltà economiche e personali, si trova a prendere decisioni sbagliate.
Ma è proprio in questa fragilità che il protagonista diventa riconoscibile: perché a volte basta un momento, una scelta impulsiva, per ritrovarsi in una situazione che non avremmo mai immaginato. E anche la parola ‘rider’ nasconde un doppio significato: in inglese indica chi consegna in bicicletta, ma in italiano richiama il cavaliere. Un’immagine che accompagna il percorso del protagonista e la sua ricerca di riscatto. Con Lorenzo Aloi e Kaze nei ruoli principali, il film riunisce un cast che mescola cinema e musica, da Levante a Ensi, da Rosa Chemical a Margherita Vicario e Claudio Santamaria.
Abbiamo incontrato Davide Pavanello per farci raccontare come è nato questo progetto e perché, a volte, per raccontare una storia servono linguaggi nuovi.
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Ma è proprio in questa fragilità che il protagonista diventa riconoscibile: perché a volte basta un momento, una scelta impulsiva, per ritrovarsi in una situazione che non avremmo mai immaginato. E anche la parola ‘rider’ nasconde un doppio significato: in inglese indica chi consegna in bicicletta, ma in italiano richiama il cavaliere. Un’immagine che accompagna il percorso del protagonista e la sua ricerca di riscatto. Con Lorenzo Aloi e Kaze nei ruoli principali, il film riunisce un cast che mescola cinema e musica, da Levante a Ensi, da Rosa Chemical a Margherita Vicario e Claudio Santamaria.
Abbiamo incontrato Davide Pavanello per farci raccontare come è nato questo progetto e perché, a volte, per raccontare una storia servono linguaggi nuovi.