Il cinema indipendente è uno spazio da difendere
Mentre le risorse destinate alla scrittura, allo sviluppo, alla produzione e alla distribuzione dei film italiani subiscono un taglio di 90 milioni di euro, il nostro Ministero della Cultura decide di raddoppiare la spesa per l’attrazione delle produzioni estere: sale, infatti, da 40 a 100 milioni la quota del tax credit dedicata ai progetti stranieri girati in Italia. Un colpo basso per il nostro audiovisivo, i documentari e le opere d’animazione. In questo panorama esiste anche un cinema che, invece di adattarsi, mette in discussione. Ed è da questa esigenza che nasce Tafano, associazione culturale con sede a Milano attiva dal 2016 nel campo del cinema e dei linguaggi audiovisivi contemporanei.
Composta da registi, critici e professionisti del settore, Tafano è animata dalla ricerca e da un confronto costante sul rapporto tra immagini e presente. Nel tempo ha costruito rassegne ed eventi in collaborazione con diverse realtà del territorio, affiancando alla programmazione anche laboratori e percorsi nelle scuole, con l’obiettivo di fornire strumenti per leggere e comprendere il mondo delle immagini in movimento. Accanto a questo, porta avanti un lavoro di produzione, tra opere cinematografiche e progetti video, e accompagna ogni attività con la pubblicazione di testi critici e materiali di approfondimento. Il cinema indipendente, qui, non è solo una forma espressiva, ma uno spazio da difendere: un luogo di confronto, accessibile, costruito insieme ai pubblici e ai territori che lo attraversano.
È uno spazio che si costruisce insieme, mettendo in relazione pubblici diversi: studenti, professionisti, appassionati, abitanti dei quartieri. Le attività nascono da un rapporto diretto con il territorio e da un’idea precisa di scambio: «Non portiamo cultura nei quartieri: sono i quartieri ad arricchire quello che facciamo» dicono gli organizzatori. Non si tratta di trasferire contenuti dall’esterno, ma di partire dai luoghi e dalle persone che li attraversano, dentro le trasformazioni della città e dei suoi spazi. Un lavoro che prova a costruire alternative ai processi di omologazione e gentrificazione Nel tempo, questo approccio ha preso forma in una serie di rassegne che raccontano il modo in cui Tafano immagina il cinema: come esperienza collettiva, situata, mai separata dai luoghi che attraversa.
INDOCILI, al Cinema Beltrade, porta in sala cinema indipendente under 35 tra anteprime, corti e documentari, costruendo un dialogo continuo con pubblico e territorio.
BLACK CINEMA BLACK MUSIC, al Biko Club, intreccia cinema, musica e politica in un ciclo di serate gratuite dedicate al concetto di blackness.
PRONTEZZA porta invece le proiezioni in una palestra di boxe in periferia, spostando il cinema fuori dai suoi spazi abituali e trasformando il contesto parte dell’esperienza.
Accanto alle rassegne, Tafano lavora anche con laboratori, scuole e workshop, costruendo reti tra chi opera nel mondo culturale e cinematografico. L’idea non è solo programmare contenuti, ma creare legami, scambi, forme di supporto reciproco. Dopo dieci anni di attività, il progetto continua a muoversi ai margini delle logiche dominanti, mantenendo una posizione indipendente. Un piccolo organismo culturale che continua a pungere, non per un provocare fine a sé stesso, ma per tenere aperto uno spazio possibile per il cinema.
Il 20 aprile festeggia quasi dieci anni di attività con una proiezione speciale: Romeo + Juliet di Baz Luhrmann, a trent’anni dalla sua uscita. Uno Shakespeare acido e postmoderno che, ancora oggi, come il cinema indipendente, continua a pungere per provare a risvegliarci.