Uno dei migliori film è israeliano, e parla del 7 ottobre
Nella loro consueta classifica di fine anno, nel 2025 i Cahiers du Cinéma l'hanno inserito al terzo posto dei migliori film (dopo “Pomeriggi di solitudine” di Albert Serra e “Una battaglia dopo l'altra”); eppure da noi arriva solo adesso – sedici mesi dopo la premiére a Cannes – e solo per tre giorni: il 14, 15 e 16 settembre.
“Yes” è il quinto lungometraggio di Nadav Lapid, regista e sceneggiatore israeliano che nonostante quindici anni di carriera e un Orso d'Oro ha raccontato di aver avuto difficoltà a far proiettare questo film: sia il Toronto che il New York Film Festival pare l'abbiano rifiutato, e anche in Israele (dove comunque aveva ricevuto i finanziamenti dall'Israel Film Fund) la casa di distribuzione ha fatto marcia indietro.
Questo perché Lapid e il suo cinema rifiutano la polarizzazione: lui ormai vive in Francia, ma non può considerarsi né “contro-Israele” né “pro-Israele”. E allo stesso modo il musicista protagonista di “Yes”, interpretato da Ariel Bronz, è un suo alter-ego che sguazza nella movida di Tel Aviv e poi si lascia assalire dagli scrupoli: ha un figlio piccolo, a fatica arriva a fine mese, e decide allora di accettare l'incarico (di un oligarca) di scrivere un nuovo inno nazionale dopo le vicende del 7 ottobre, che esalti l'IDF e lo Stato anche nelle atrocità commesse a Gaza.
Non può che scaturirne un film caotico, inclassificabile (non sorprendetevi di leggere “musical” in qualche recensione). «Il trauma è doppio», scrive infatti Gianluca Arnone su cinematografo.it: da una parte il 7 ottobre, e dall'altra «il fatto, ancora più lacerante, di essere israeliani oggi. Di essere, insieme, vittime e carnefici. Il regista lo sa: non puoi raccontare l’orrore con i codici del cinema classico. Non c’è inquadratura che basti, non c’è drammaturgia che regga».
Nadav Lapid accompagnerà personalmente “Yes” in Italia in un tour di presentazioni speciali: lunedì 14 settembre sarà al Cinema Troisi di Roma con Gianfranco Rosi e a Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo; il 15 invece sarà a Milano con Luca Guadagnino, mentre il 16 settembre al Cinema Massimo di Torino presenterà il film insieme a Carlo Chatrian.