«Ursula Bomb der Leyen», l'attacco di Irene Montero alla presidente della Commissione Europea
Durante una sessione plenaria del Parlamento Europeo, l’eurodeputata spagnola del partito di sinistra Podemos Irene Montero ha duramente attaccato la presidente della Commissione Europea, chiamandola ironicamente «Ursula Bomb der Leyen». La critica nasce dal sostegno espresso da von der Leyen all’attacco condotto da Israele contro l’Iran il 13 giugno.
Nel suo discorso, Montero ha puntato il dito contro Israele e Stati Uniti, descrivendoli come «la principale minaccia per l’umanità», e ha denunciato il sostegno politico e militare fornito da alcuni leader europei, tra cui von der Leyen stessa e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, noto per aver elogiato Israele dicendo che ha fatto «il lavoro sporco per tutti noi».
L’eurodeputata ha inoltre denunciato l’ipocrisia dell’Unione Europea sul tema del nucleare, osservando come Israele possieda già armamenti atomici, mentre all’Iran viene soltanto attribuita l’intenzione di svilupparli.
Infine, Montero ha rivolto un attacco anche alla NATO, criticando la proposta di portare la spesa militare al 5% del PIL. Ha suggerito che investire quegli stessi fondi in sanità e previdenza garantirebbe una maggiore sicurezza, esortando l’UE a non «inginocchiarsi di fronte a Trump e Netanyahu».
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Nel suo discorso, Montero ha puntato il dito contro Israele e Stati Uniti, descrivendoli come «la principale minaccia per l’umanità», e ha denunciato il sostegno politico e militare fornito da alcuni leader europei, tra cui von der Leyen stessa e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, noto per aver elogiato Israele dicendo che ha fatto «il lavoro sporco per tutti noi».
L’eurodeputata ha inoltre denunciato l’ipocrisia dell’Unione Europea sul tema del nucleare, osservando come Israele possieda già armamenti atomici, mentre all’Iran viene soltanto attribuita l’intenzione di svilupparli.
Infine, Montero ha rivolto un attacco anche alla NATO, criticando la proposta di portare la spesa militare al 5% del PIL. Ha suggerito che investire quegli stessi fondi in sanità e previdenza garantirebbe una maggiore sicurezza, esortando l’UE a non «inginocchiarsi di fronte a Trump e Netanyahu».