«Le parole Gaza e Palestina non sono bestemmie», Ermal Meta commenta il suo brano a Sanremo
Nella sala stampa del Festival di Sanremo, Ermal Meta commenta il significato del brano in gara, “Stella stellina”. «Il silenzio è il grande problema di oggi», afferma. «Soprattutto è un silenzio che ci autoinfliggiamo: certe cose non si possono dire, non si può dire Gaza, non si può dire Palestina, come se fosse una bestemmia. Il fatto che non si possano dire è una bestemmia».
La canzone racconta la storia di una bambina palestinese e richiama, nel testo e nell’interpretazione, il tema delle vite civili spezzate dal conflitto. Nella prima serata, Meta è salito sul palco con un nome cucito sul colletto della camicia, Amal. In un messaggio pubblicato sui social ha spiegato che la protagonista del brano «è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi», citando Aysha, Amal, Layla, Nour e Hind. «Figlie di nessuno, figlie di tutti», ha scritto, spiegando di aver voluto cucire quei nomi sui suoi abiti, tracciati di suo pugno.
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La canzone racconta la storia di una bambina palestinese e richiama, nel testo e nell’interpretazione, il tema delle vite civili spezzate dal conflitto. Nella prima serata, Meta è salito sul palco con un nome cucito sul colletto della camicia, Amal. In un messaggio pubblicato sui social ha spiegato che la protagonista del brano «è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi», citando Aysha, Amal, Layla, Nour e Hind. «Figlie di nessuno, figlie di tutti», ha scritto, spiegando di aver voluto cucire quei nomi sui suoi abiti, tracciati di suo pugno.