Le nostre vite sono un’eterna «fase di tirocinio», come nella canzone di Sayf
di Melissa AgliettiSayf ha fatto il suo debutto a Sanremo con “Tu mi piaci tanto” ed è forse la presenza più interessante di questa edizione. Cantautore e rapper di seconda generazione, sconosciuto a molti fino a un anno fa, si è presentato sul palco dell’Ariston con qualcosa pensato per essere canticchiato, solo perché così ti entra meglio in testa.
Il brano di Sayf è infatti sanremese, ma solo nella forma. Il ritornello è perfetto per Tik Tok e va bene forse anche come tormentone estivo. Il resto, invece, ti arriva così forte in faccia da farti dire: “vedi, dice quello che sento, ma meglio di come farei io”. Nel pezzo ci sono riferimenti alle alluvioni degli ultimi anni, a Berlusconi, a Cannavaro e alle «botte nelle piazze». Sono immagini che scorrono una dopo l’altra, tanto che quando arriva il ritornello già credi di essertene dimenticano.
La canzone di Sayf non è né arrabbiata, né accomodante. Semplicemente dice quello che già sappiamo. Che viviamo in un’eterna «fase di tirocinio», anche se alcuni di noi hanno ormai trent’anni. Che siamo precari tanto nel lavoro quanto negli affetti, in attesa costante di feedback esterni che ci consegnino la patente di “adulti”. Che il motto della nostra società è «fare il meglio per il proprio figlio, schiacciando quelli degli altri». «Così giocherà da solo», dice la canzone.
Siamo tutti uguali «al bar e a lavorare», anche nel tentativo di essere diversi ed è questo che ci frustra ancora di più. Come ci ricorda lo scrittore Raffaele Alberto Ventura, ci hanno promesso che saremmo potuti diventare noi stessi, ma non è stato così e adesso siamo delusi e infelici. In un’intervista a GQ, Sayf ha detto che questo testo «ti racconta tante cose tutte insieme». «E tu pensi quelle che vuoi sentire. Ti porta alle tue conclusioni, ai tuoi messaggi». È «una canzonetta», che è «un fiore su una camionetta». Forse allora, in tutto «questo dimostrare», l’unica conclusione possibile è proprio questa: un fiore che resiste in un mondo che non si ferma.