Sanremo 2026, scontro tra le Bambole di Pezza e un giornalista sul femminismo
Durante la conferenza stampa a Sanremo di martedì, un giornalista ha chiesto al gruppo in gara Bambole di Pezza se avesse ancora senso parlare di femminismo, perché - a suo dire - ormai «la parità è stata raggiunta». «A casa mia comanda mia moglie», ha detto.
«Noi non vogliamo potere in casa, noi vogliamo potere ovunque», hanno fatto notare le artiste. Proprio a inizio settimana, l’INPS ha presentato il suo Rendiconto di Genere 2025. La situazione fotografata dal rapporto, che analizza l’impatto delle politiche previdenziali e assistenziali su uomini e donne, è quella di una forte disparità di genere.
Per il presidente del Civ Inps, Roberto Ghiselli, nel nostro Paese «le distanze fra i generi si riducono ma con un ritmo impercettibile e di questo passo ci vorranno 130 anni per colmare il gap». Ghiselli ha parlato anche di «forti disparità durante tutto il ciclo di vita delle donne, perché le ragazze hanno un ottimo profitto scolastico ma, dal momento in cui entrano nel mondo del lavoro, si trovano a incorrere invece nelle situazioni con dei disagi e anche discriminazioni notevoli».
Lavoro precario, difficoltà ad accedere a ruoli apicali e pensioni più leggere sono indicatori non solo economici ma anche sociali e valoriali. E così le donne, ancorate al lavoro di cura e alla precarietà, finiscono per essere più esposte anche alla violenza di genere.
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«Noi non vogliamo potere in casa, noi vogliamo potere ovunque», hanno fatto notare le artiste. Proprio a inizio settimana, l’INPS ha presentato il suo Rendiconto di Genere 2025. La situazione fotografata dal rapporto, che analizza l’impatto delle politiche previdenziali e assistenziali su uomini e donne, è quella di una forte disparità di genere.
Per il presidente del Civ Inps, Roberto Ghiselli, nel nostro Paese «le distanze fra i generi si riducono ma con un ritmo impercettibile e di questo passo ci vorranno 130 anni per colmare il gap». Ghiselli ha parlato anche di «forti disparità durante tutto il ciclo di vita delle donne, perché le ragazze hanno un ottimo profitto scolastico ma, dal momento in cui entrano nel mondo del lavoro, si trovano a incorrere invece nelle situazioni con dei disagi e anche discriminazioni notevoli».
Lavoro precario, difficoltà ad accedere a ruoli apicali e pensioni più leggere sono indicatori non solo economici ma anche sociali e valoriali. E così le donne, ancorate al lavoro di cura e alla precarietà, finiscono per essere più esposte anche alla violenza di genere.