Dopo sette anni, Lily Allen è tornata con il suo quinto album, West End Girl. L’ispirazione è arrivata alla fine del suo secondo matrimonio, con l’attore americano David Harbour, star di Stranger Things, che ha sposato a Las Vegas nel 2020 dopo averlo conosciuto sull'app di incontri Raya. 

Le tracce di West End Girl formano una parabola lucida, furiosa ed esorcizzante di questa unione, nata storta e finita peggio. Il racconto è minuzioso nei dettagli, anche se Allen ha precisato a British Vogue di essersi concessa una certa licenza poetica, pur lasciando riconoscibili alcuni echi autobiografici. Basta guardare su YouTube l’iconico video di Architectural Digest, in cui lei e Harbour aprono le porte della loro villetta a Brooklyn: è lì che si ritrovano gli stessi «mobili che non potevano permettersi», citati con ironia nella traccia d’apertura, dove Allen (o il suo alter ego) racconta di trasferirsi per amore da Londra a New York.

Così Allen accetta una relazione aperta senza volerlo davvero («sarò la tua mamma non monogama»), salvo poi scoprire che il marito infrange le regole di quell’accordo (solo «con pagamento», «con persone sconosciute»). Durante una visita in un appartamento dove crede che il marito si alleni, trova invece «sex toy, plug anali, lubrificante» e «lettere da donne col cuore spezzato». «Da quanto tempo va avanti? È solo sesso o provi qualcosa» per Madeline? Alla fine lui è un “disastro”, lei una “stronza”, e tutto resta da sistemare.

In mezzo a questo delirio - tra pop elettronico, auto-tune e venature R&B - Allen riesce però a spiegare con lucidità tre cose. Non si dovrebbero accettare regole relazionali che non ci appartengono solo per compiacere il partner. Il tradimento può esistere tanto nella monogamia quanto nella non monogamia, se vengono infranti gli accordi. A 40 anni, si può essere sboccate e grintose come ai tempi in cui mandava affanculo tutti, ma anche divorziate, e senza filtri da lavare i panni sporchi in pubblico, perché là fuori c’è un sacco di gente che potrebbe riconoscersi nell’album sulla fine delle relazioni più onesto (anche se un po’ da privilegiati) di questo secolo, almeno finora.