Proteste per l'apertura del primo negozio Shein a Parigi
Il colosso dell’e-commerce asiatico Shein ha inaugurato ieri il suo primo negozio fisico in Francia, nel cuore di Parigi, all’interno dei prestigiosi grandi magazzini BHV Marais, di fronte al Municipio. Un’apertura accolta non con entusiasmo, ma con proteste, denunce e polemiche, mentre il governo francese ha addirittura avviato una procedura di sospensione delle attività online della piattaforma nel Paese.
Fin dalle prime ore dell’inaugurazione, centinaia di manifestanti — tra attivisti ambientali, associazioni per i diritti dei lavoratori e gruppi femministi — si sono radunati davanti al BHV per contestare la presenza di Shein, accusata da anni di modello di produzione “fast fashion” ad altissimo impatto ambientale, condizioni di lavoro opache nei Paesi di produzione e qualità scadente dei prodotti. "Vergognatevi!", hanno urlato i manifestanti alle persone in fila per l’inaugurazione del negozio.
Ma le accuse ambientali non sono le sole a scuotere il colosso cinese. Negli ultimi giorni, Shein è finita al centro di forti polemiche per la vendita sul suo sito di bambole sessuali con sembianze infantili, considerate pedopornografiche. La Direzione Generale per la Concorrenza, i Consumatori e la Repressione delle Frodi (DGCCRF) ha segnalato la presenza di tali prodotti sulla piattaforma, e la magistratura ha aperto un’indagine. Un pacco contenente una di queste bambole è stato intercettato nella regione delle Bouches-du-Rhône, e il destinatario, un uomo già condannato per reati sessuali, è stato arrestato.
La vicenda ha spinto il primo ministro Sébastien Lecornu ad annunciare l’avvio di una procedura di sospensione temporanea delle attività online di Shein nel Paese. “Su istruzione del primo ministro, il governo avvia la procedura di sospensione per Shein, per il tempo necessario affinché la piattaforma dimostri alle autorità che tutti i suoi contenuti sono finalmente conformi alle nostre leggi e normative”, si legge in un comunicato ufficiale di Matignon.
A rendere ancora più incandescente la situazione, nelle ultime ore il deputato Antoine Vermorel-Marques (Les Républicains) ha denunciato la vendita di machete, asce e tirapugni sul sito di Shein, prodotti classificati come armi di categoria A, la cui commercializzazione è vietata in Francia. “Sono venduti come ‘bestseller’ e persino in saldo per Natale”, ha scritto il deputato in un post su X, annunciando una denuncia formale alla procura di Parigi.
In risposta alla valanga di critiche, Shein ha dichiarato di aver rimosso i prodotti illegali e di voler sospendere temporaneamente le vendite dei rivenditori esterni ospitati sulla sua piattaforma. ''La sicurezza dei nostri clienti e l'integrità del nostro marketplace (luogo di vendita virtuale dove vengono messi in vendita prodotti da parte di terzi,ndr.) sono priorità assolute'', ha commentato in una nota il portavoce di Shein France, Quentin Ruffat.
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Fin dalle prime ore dell’inaugurazione, centinaia di manifestanti — tra attivisti ambientali, associazioni per i diritti dei lavoratori e gruppi femministi — si sono radunati davanti al BHV per contestare la presenza di Shein, accusata da anni di modello di produzione “fast fashion” ad altissimo impatto ambientale, condizioni di lavoro opache nei Paesi di produzione e qualità scadente dei prodotti. "Vergognatevi!", hanno urlato i manifestanti alle persone in fila per l’inaugurazione del negozio.
Ma le accuse ambientali non sono le sole a scuotere il colosso cinese. Negli ultimi giorni, Shein è finita al centro di forti polemiche per la vendita sul suo sito di bambole sessuali con sembianze infantili, considerate pedopornografiche. La Direzione Generale per la Concorrenza, i Consumatori e la Repressione delle Frodi (DGCCRF) ha segnalato la presenza di tali prodotti sulla piattaforma, e la magistratura ha aperto un’indagine. Un pacco contenente una di queste bambole è stato intercettato nella regione delle Bouches-du-Rhône, e il destinatario, un uomo già condannato per reati sessuali, è stato arrestato.
La vicenda ha spinto il primo ministro Sébastien Lecornu ad annunciare l’avvio di una procedura di sospensione temporanea delle attività online di Shein nel Paese. “Su istruzione del primo ministro, il governo avvia la procedura di sospensione per Shein, per il tempo necessario affinché la piattaforma dimostri alle autorità che tutti i suoi contenuti sono finalmente conformi alle nostre leggi e normative”, si legge in un comunicato ufficiale di Matignon.
A rendere ancora più incandescente la situazione, nelle ultime ore il deputato Antoine Vermorel-Marques (Les Républicains) ha denunciato la vendita di machete, asce e tirapugni sul sito di Shein, prodotti classificati come armi di categoria A, la cui commercializzazione è vietata in Francia. “Sono venduti come ‘bestseller’ e persino in saldo per Natale”, ha scritto il deputato in un post su X, annunciando una denuncia formale alla procura di Parigi.
In risposta alla valanga di critiche, Shein ha dichiarato di aver rimosso i prodotti illegali e di voler sospendere temporaneamente le vendite dei rivenditori esterni ospitati sulla sua piattaforma. ''La sicurezza dei nostri clienti e l'integrità del nostro marketplace (luogo di vendita virtuale dove vengono messi in vendita prodotti da parte di terzi,ndr.) sono priorità assolute'', ha commentato in una nota il portavoce di Shein France, Quentin Ruffat.