In Spagna orari ridotti e congedo retribuito per affrontare il caldo estremo
La Spagna sta diventando uno dei Paesi di riferimento per le politiche di adattamento nel mondo del lavoro, tanto da far parlare di “modello spagnolo”. Uno degli strumenti più diffusi è l’orario intensivo estivo, adottato soprattutto negli uffici pubblici e nelle aziende private tra giugno e settembre. La giornata lavorativa viene concentrata nelle ore più fresche del mattino, spesso dalle 8 alle 15, riducendo o eliminando le ore pomeridiane nei periodi di caldo più intenso. Una misura che non nasce da una legge nazionale unica, ma da contrattazioni aziendali e accordi collettivi ormai molto diffusi nel Paese.
Accanto a questa organizzazione più flessibile del tempo di lavoro, negli ultimi anni Madrid ha rafforzato anche il quadro normativo di tutela per chi lavora all’aperto. Nel 2023, infatti, la Spagna ha modificato il Regio decreto sulla sicurezza sul lavoro introducendo la possibilità di adattare o ridurre l’attività in caso di allerte meteo per caldo emesse dall’Agenzia meteorologica statale. Le misure si applicano soprattutto ai settori più esposti, come edilizia, agricoltura e lavori all’aperto, dove il rischio legato alle alte temperature è più elevato.
In altri Paesi, tra cui Italia e Francia, le misure contro il caldo nei luoghi di lavoro restano più frammentate e legate principalmente a ordinanze locali o protocolli emergenziali attivati durante le ondate di calore più intense. In Italia, ad esempio, alcune regioni prevedono la sospensione dei lavori all’aperto nelle ore centrali della giornata in caso di temperature elevate, ma non esiste ancora un quadro nazionale organico equivalente a quello spagnolo. La combinazione tra orario ridotto estivo e congedo retribuito per emergenze meteorologiche rappresenta uno degli elementi che distingue maggiormente l’esperienza spagnola nel panorama europeo.
Lo Statuto dei lavoratori spagnolo ha infatti introdotto la possibilità di un congedo retribuito fino a quattro giorni nei casi in cui eventi meteorologici estremi impediscano di raggiungere il posto di lavoro o rendano pericoloso lo spostamento. In alcuni settori, inoltre, la contrattazione collettiva ha già previsto forme di sospensione delle attività nelle ore più calde. È il caso, ad esempio, dell’edilizia, dove in presenza di ondate di calore si possono fermare i lavori nelle fasce orarie più critiche, proteggendo così i lavoratori esposti.
Il ministro del Lavoro francese ha annunciato una missione di studio a Madrid proprio per osservare da vicino queste pratiche e valutare possibili adattamenti del modello spagnolo anche in altri Paesi europei.