Una bomba d'acqua sui residenti di Spin Time da due settimane costretti a vivere fuori
Una bomba d’acqua improvvisa si è abbattuta ieri sul presidio davanti a Spin Time, dove decine di famiglie e persone vivono ormai da due settimane dopo l’evacuazione dello stabile. Tende chiuse in fretta, persone costrette a ripararsi alla meglio sotto i teloni montati per proteggersi dal sole, attrezzature completamente bagnate. «Questo vuol dire lasciare le persone in strada», denunciano da Spin Time.
Sono passate due settimane dall’incendio che ha portato all’evacuazione e al sequestro dell’edificio occupato tredici anni fa. Da allora una parte degli abitanti vive giorno e notte davanti al palazzo, opponendosi al rischio che l’evacuazione si trasformi definitivamente in uno sgombero. La trattativa sul futuro dello stabile, intanto, resta bloccata. Il 6 agosto Investire Sgr, proprietaria dell’immobile, ha rifiutato l’accordo ponte proposto dal Comune per avviare un percorso verso l’acquisizione del palazzo. La società ha però annunciato lo stanziamento di circa 500mila euro da destinare a Roma Capitale per contribuire alle spese necessarie a trovare sistemazioni temporanee, con particolare attenzione ai nuclei più fragili e alla permanenza nel quartiere.
Una soluzione che Spin Time considera insufficiente: «Se Investire Sgr vuole risolvere l’emergenza, venda il palazzo». L’obiettivo del presidio resta infatti permettere alle famiglie di rientrare e preservare la comunità costruita in tredici anni. Nel frattempo il Comune sta cercando alloggi alternativi. Al 12 agosto sono state trovate sistemazioni temporanee per 162 persone, appartenenti a 55 nuclei familiari su 127. Per tutti gli altri, almeno per ora, restano le tende. E dopo il caldo, anche la pioggia.
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Sono passate due settimane dall’incendio che ha portato all’evacuazione e al sequestro dell’edificio occupato tredici anni fa. Da allora una parte degli abitanti vive giorno e notte davanti al palazzo, opponendosi al rischio che l’evacuazione si trasformi definitivamente in uno sgombero. La trattativa sul futuro dello stabile, intanto, resta bloccata. Il 6 agosto Investire Sgr, proprietaria dell’immobile, ha rifiutato l’accordo ponte proposto dal Comune per avviare un percorso verso l’acquisizione del palazzo. La società ha però annunciato lo stanziamento di circa 500mila euro da destinare a Roma Capitale per contribuire alle spese necessarie a trovare sistemazioni temporanee, con particolare attenzione ai nuclei più fragili e alla permanenza nel quartiere.
Una soluzione che Spin Time considera insufficiente: «Se Investire Sgr vuole risolvere l’emergenza, venda il palazzo». L’obiettivo del presidio resta infatti permettere alle famiglie di rientrare e preservare la comunità costruita in tredici anni. Nel frattempo il Comune sta cercando alloggi alternativi. Al 12 agosto sono state trovate sistemazioni temporanee per 162 persone, appartenenti a 55 nuclei familiari su 127. Per tutti gli altri, almeno per ora, restano le tende. E dopo il caldo, anche la pioggia.