Saviano su Spin Time «Non è CasaPound, qui c'è una comunità di famiglie, non un partito»
di Davide Traglia«Qui non c’è un’occupazione, qui non è CasaPound». Roberto Saviano ha raggiunto il presidio di Spin Time, dove da giorni centinaia di persone vivono davanti allo stabile sequestrato dopo l’incendio della scorsa settimana.
Lo scrittore ha incontrato le famiglie rimaste senza casa e ha voluto ribadire la differenza tra questa esperienza e altre occupazioni politiche: «Qui si tratta di persone che, per sopravvivenza, hanno permesso a questo edificio di continuare a vivere».
Secondo Saviano, raccontare Spin Time come un semplice luogo di illegalità significa falsare la realtà. «Piantedosi sta portando avanti una politica anche un po’ furba, di far credere a un pezzo di opinione pubblica che questo tipo di operazioni significhi liberare il Paese da aree di illegalità e di abuso. Ma non è questo il caso. Qui non si tratta neanche di un’occupazione o di una gestione di militanza politica».
Lo scrittore ha poi allargato lo sguardo alla trasformazione della Capitale, denunciando il peso crescente della speculazione immobiliare e degli investimenti criminali: «Roma in questo momento è una delle città più esposte all’investimento criminale negli immobili. Parliamo di migliaia e migliaia di case sfitte, comprate solo per nascondere denaro».
Quella di Saviano è soltanto una delle numerose presenze del mondo della cultura che, nelle ultime ore, hanno raggiunto Spin Time per sostenere gli abitanti. Matteo Garrone ha presentato al presidio il suo film “Pinocchio”, poi Zoro con il cineforum, mentre Ditonellapiaga si è esibita dal vivo davanti alle famiglie e agli attivisti.
Come ha ricordato Saviano, Spin Time non è un luogo di illegalità, ma il tentativo riuscito di restituire vita, sicurezza e dignità a un edificio lasciato per anni all’abbandono e al degrado. Un’esperienza che non ha sottratto uno spazio alla città, ma lo ha recuperato e trasformato in una casa per centinaia di persone e in un presidio sociale e culturale aperto a tutti.
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Lo scrittore ha incontrato le famiglie rimaste senza casa e ha voluto ribadire la differenza tra questa esperienza e altre occupazioni politiche: «Qui si tratta di persone che, per sopravvivenza, hanno permesso a questo edificio di continuare a vivere».
Secondo Saviano, raccontare Spin Time come un semplice luogo di illegalità significa falsare la realtà. «Piantedosi sta portando avanti una politica anche un po’ furba, di far credere a un pezzo di opinione pubblica che questo tipo di operazioni significhi liberare il Paese da aree di illegalità e di abuso. Ma non è questo il caso. Qui non si tratta neanche di un’occupazione o di una gestione di militanza politica».
Lo scrittore ha poi allargato lo sguardo alla trasformazione della Capitale, denunciando il peso crescente della speculazione immobiliare e degli investimenti criminali: «Roma in questo momento è una delle città più esposte all’investimento criminale negli immobili. Parliamo di migliaia e migliaia di case sfitte, comprate solo per nascondere denaro».
Quella di Saviano è soltanto una delle numerose presenze del mondo della cultura che, nelle ultime ore, hanno raggiunto Spin Time per sostenere gli abitanti. Matteo Garrone ha presentato al presidio il suo film “Pinocchio”, poi Zoro con il cineforum, mentre Ditonellapiaga si è esibita dal vivo davanti alle famiglie e agli attivisti.
Come ha ricordato Saviano, Spin Time non è un luogo di illegalità, ma il tentativo riuscito di restituire vita, sicurezza e dignità a un edificio lasciato per anni all’abbandono e al degrado. Un’esperienza che non ha sottratto uno spazio alla città, ma lo ha recuperato e trasformato in una casa per centinaia di persone e in un presidio sociale e culturale aperto a tutti.