«Il ponte sullo stretto di Messina è un atto di colonialismo»

Sabato 8 agosto si è tenuto a Messina il corteo nazionale No Ponte. Qualche migliaio di persone ha manifestato per le vie del centro della città siciliana chiedendo la chiusura ufficiale di Stretto di Messina s.p.a. La società, messa in liquidazione dal Governo Monti, è stata riattivata nel 2023 per portare avanti la costruzione di quello che sarebbe il ponte a campata unica più lungo del mondo, oltrechè l’investimento pubblico per una singola infrastruttura più caro della storia dell’Italia repubblicana (13 miliardi e mezzo). La manifestazione arriva qualche giorno dopo l’ok del Consiglio Superiore per i Lavori pubblici, condizionato da determinate misure. Chi si oppone all’opera chiede una tutela reale del bene paesaggistico dello Stretto, la realizzazione e il potenziamento delle infrastrutture esistenti e maggiori investimenti nell’acqua pubblica e nella sanità.
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