«A Spin Time vivono 130 famiglie. Se le cacciano, chi le tutelerà?»
di Davide TragliaA una settimana dall’incendio, davanti a Spin Time continua il presidio degli abitanti. Circa duecento persone dormono ancora nelle tende e nei gazebo allestiti in via Santa Croce in Gerusalemme, mentre le altre si dividono tra strutture di accoglienza, sistemazioni temporanee e la strada.
L’incendio, scoppiato intorno alle 22.30 in un locale tecnico esterno, aveva costretto all’evacuazione dell’intero edificio. I vigili del fuoco lo hanno dichiarato non agibile e la Procura ne ha disposto il sequestro probatorio.
Da allora, intorno al palazzo è nata una sorta di “Spin Time all’aperto”: una cittadella costruita da abitanti e volontari con cucine comuni, cene popolari, dibattiti, spettacoli, attività culturali, piscine per i bambini e momenti di socialità. Un modo per ricreare fuori dallo stabile la comunità costruita al suo interno e, allo stesso tempo, opporsi con la propria presenza al rischio che l’evacuazione si trasformi in uno sgombero definitivo.
Spin Time occupa l’ex sede romana dell’INPDAP, rimasta vuota dopo il trasferimento al Fondo Immobili Pubblici, oggi gestito da Investire SGR. Nel 2013, dopo anni di abbandono, il movimento Action ha riaperto l’edificio, trasformandolo in abitazioni e in uno spazio sociale aperto alla città.
Oggi ospita circa 130 famiglie, quasi 400 persone provenienti da decine di Paesi, ma anche un teatro, una sala concerti, un’osteria popolare, un doposcuola, una falegnameria, un coworking e diversi sportelli di assistenza.
Roma Capitale ha ora proposto di acquistare l’immobile sulla base di una valutazione pubblica e di stipulare, nel frattempo, un accordo ponte con la proprietà. L’obiettivo dichiarato è ottenere immediatamente la disponibilità del palazzo e permettere il prima possibile il rientro delle famiglie, a partire dalle persone più fragili.
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L’incendio, scoppiato intorno alle 22.30 in un locale tecnico esterno, aveva costretto all’evacuazione dell’intero edificio. I vigili del fuoco lo hanno dichiarato non agibile e la Procura ne ha disposto il sequestro probatorio.
Da allora, intorno al palazzo è nata una sorta di “Spin Time all’aperto”: una cittadella costruita da abitanti e volontari con cucine comuni, cene popolari, dibattiti, spettacoli, attività culturali, piscine per i bambini e momenti di socialità. Un modo per ricreare fuori dallo stabile la comunità costruita al suo interno e, allo stesso tempo, opporsi con la propria presenza al rischio che l’evacuazione si trasformi in uno sgombero definitivo.
Spin Time occupa l’ex sede romana dell’INPDAP, rimasta vuota dopo il trasferimento al Fondo Immobili Pubblici, oggi gestito da Investire SGR. Nel 2013, dopo anni di abbandono, il movimento Action ha riaperto l’edificio, trasformandolo in abitazioni e in uno spazio sociale aperto alla città.
Oggi ospita circa 130 famiglie, quasi 400 persone provenienti da decine di Paesi, ma anche un teatro, una sala concerti, un’osteria popolare, un doposcuola, una falegnameria, un coworking e diversi sportelli di assistenza.
Roma Capitale ha ora proposto di acquistare l’immobile sulla base di una valutazione pubblica e di stipulare, nel frattempo, un accordo ponte con la proprietà. L’obiettivo dichiarato è ottenere immediatamente la disponibilità del palazzo e permettere il prima possibile il rientro delle famiglie, a partire dalle persone più fragili.