Fine vita in Italia: il vuoto legislativo e il dibattito riacceso da "La Grazia"
In Italia non esiste una legge chiara e organica sul fine vita, e questo vuoto normativo pesa ogni giorno su migliaia di persone e famiglie. Nonostante la Corte Costituzionale abbia già chiarito nel 2019 (sentenza 242/2019) che il suicidio assistito non è punibile in precise condizioni – malattia irreversibile, sofferenze intollerabili, dipendenza da trattamenti vitali, piena capacità di intendere e volere – il Parlamento continua a rinviare da anni una risposta legislativa concreta.
Tale situazione genera da anni disomogeneità e incertezze, con alcune regioni, come Toscana e Sardegna, che hanno approvato delle leggi per disciplinare le procedure di fine vita. Il governo ha provato a impugnare tali leggi davanti alla Corte Costituzionale, ma la Consulta ha confermato, di recente, che le Regioni possono intervenire per garantire l’attuazione dei diritti già riconosciuti, entro i limiti delle proprie competenze, anche in assenza di una legge nazionale completa sul tema.
In queste settimane, il tema del fine vita è tornato al centro del dibattito pubblico soprattutto grazie a un film: La Grazia di Paolo Sorrentino, in cui il protagonista, il presidente della Repubblica Mariano De Santis, deve decidere se firmare o meno la legge sul fine vita, aprendo interrogativi universali: "Di chi sono i nostri giorni?", si chiede la figlia del protagonista Dorotea. Chi decide, con quali strumenti e in quali condizioni?
Noi di VD siamo andati alla proiezione organizzata al Cinema Troisi, dove, prima del film, l’Associazione Luca Coscioni ha tenuto un incontro pubblico per dibattere e informare su questo vuoto inaccettabile.
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Tale situazione genera da anni disomogeneità e incertezze, con alcune regioni, come Toscana e Sardegna, che hanno approvato delle leggi per disciplinare le procedure di fine vita. Il governo ha provato a impugnare tali leggi davanti alla Corte Costituzionale, ma la Consulta ha confermato, di recente, che le Regioni possono intervenire per garantire l’attuazione dei diritti già riconosciuti, entro i limiti delle proprie competenze, anche in assenza di una legge nazionale completa sul tema.
In queste settimane, il tema del fine vita è tornato al centro del dibattito pubblico soprattutto grazie a un film: La Grazia di Paolo Sorrentino, in cui il protagonista, il presidente della Repubblica Mariano De Santis, deve decidere se firmare o meno la legge sul fine vita, aprendo interrogativi universali: "Di chi sono i nostri giorni?", si chiede la figlia del protagonista Dorotea. Chi decide, con quali strumenti e in quali condizioni?
Noi di VD siamo andati alla proiezione organizzata al Cinema Troisi, dove, prima del film, l’Associazione Luca Coscioni ha tenuto un incontro pubblico per dibattere e informare su questo vuoto inaccettabile.