«Liberaci dall'overtourism», la processione nel centro storico di Napoli
Nel giorno dell’Immacolata Concezione un gruppo di attivisti e attiviste di Ecologia Politica Napoli e della campagna Resta abitante (insieme ad altre realtà come Ex Opg Je so pazzo, Potere al Popolo Napoli, ECORE e Fds Campania) ha organizzato una processione nel centro storico per denunciare gli effetti dell’overtourism sulla città. Il corteo è partito da via San Gregorio Armeno con in testa uno stendardo raffigurante la Madonna Immacolata e la scritta “Santa Maria liberaci dall’Overtourism, dalle Grandi Navi e dai Veleni”.
Gli organizzatori denunciano gli effetti dell’attuale modello di sviluppo turistico, che rende il centro storico «sempre più invivibile» per i residenti, a causa della crescita degli affitti brevi, dell’inquinamento prodotto dal traffico marittimo, dell’aumento del costo della vita e dei disagi negli spostamenti quotidiani. Durante la manifestazione sono state recitate alcune preghiere in forma parodica, come denuncia dei fenomeni di gentrificazione e speculazione immobiliare. Il messaggio finale della processione è chiaro: «Vogliamo che la città rimanga dei suoi abitanti, vogliamo costruire una Napoli in cui restare»
La protesta si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla vivibilità dei quartieri del centro antico: le immagini delle strade prese d’assalto dai turisti stanno facendo discutere e hanno avuto una risonanza internazionale. «Siamo bloccati in casa, non riusciamo a uscire dai palazzi», denunciano i residenti dei Decumani e del centro antico. E a Spaccanapoli cresce la preoccupazione: «Qui un’ambulanza non riuscirebbe a passare. Che succede se qualcuno si sente male?».
«Chi ci guadagna da tutto questo turismo? Non certo i camerieri, i commessi e gli operatori del settore, che continuano a essere pagati 6 euro l’ora - spiegano gli attivisti - Questo non è sviluppo né ricchezza: è una città messa all’asta, mentre chi la rende viva è spinto ai margini. Se una città non è più vivibile per chi ci abita, non può essere considerata in crescita».
Nelle scorse settimane il Telegraph ha pubblicato un lungo reportage dedicato alla città, descritta come «un parco giochi Disney» a causa degli effetti dell’overtourism che stanno stravolgendo il centro antico.
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Gli organizzatori denunciano gli effetti dell’attuale modello di sviluppo turistico, che rende il centro storico «sempre più invivibile» per i residenti, a causa della crescita degli affitti brevi, dell’inquinamento prodotto dal traffico marittimo, dell’aumento del costo della vita e dei disagi negli spostamenti quotidiani. Durante la manifestazione sono state recitate alcune preghiere in forma parodica, come denuncia dei fenomeni di gentrificazione e speculazione immobiliare. Il messaggio finale della processione è chiaro: «Vogliamo che la città rimanga dei suoi abitanti, vogliamo costruire una Napoli in cui restare»
La protesta si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla vivibilità dei quartieri del centro antico: le immagini delle strade prese d’assalto dai turisti stanno facendo discutere e hanno avuto una risonanza internazionale. «Siamo bloccati in casa, non riusciamo a uscire dai palazzi», denunciano i residenti dei Decumani e del centro antico. E a Spaccanapoli cresce la preoccupazione: «Qui un’ambulanza non riuscirebbe a passare. Che succede se qualcuno si sente male?».
«Chi ci guadagna da tutto questo turismo? Non certo i camerieri, i commessi e gli operatori del settore, che continuano a essere pagati 6 euro l’ora - spiegano gli attivisti - Questo non è sviluppo né ricchezza: è una città messa all’asta, mentre chi la rende viva è spinto ai margini. Se una città non è più vivibile per chi ci abita, non può essere considerata in crescita».
Nelle scorse settimane il Telegraph ha pubblicato un lungo reportage dedicato alla città, descritta come «un parco giochi Disney» a causa degli effetti dell’overtourism che stanno stravolgendo il centro antico.